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Mania Twitter il lampo del Web

12 Apr 09

Anna Masera

TENDENZE
Boom del nuovo sistema di news in tempo reale. Il social network ha fatto invecchiare Facebook

E’ Pasqua e la Chiesa, da sempre attenta alla comunicazione, cinguetta la Passione di Cristo in diretta su Twitter («cinguettìo»), l’ultima moda tra i social network con un software che permette di comunicare agli altri con brevissimi messaggi ciò che si sta facendo nel corso della giornata. Infatti, per attirare fedeli la Trinity Church di Wall Street, una delle più antiche chiese di New York, fondata dagli anglicani nel 1697, ha offerto una versione online delle stazioni del Calvario ed è stata la prima a celebrare il Venerdì Santo attraverso i continui aggiornamenti delle persone che hanno partecipato alla rappresentazione delle tappe della crocifissione di Gesù, inseriti sul servizio per il «microblogging» che permette di inviare gratis notiziari in tempo reale lunghi al massimo 140 caratteri – venti in meno della lunghezza massima prevista per un sms – alle proprie liste di contatti in tutto il mondo: via Web, cellulare, email, social network o altri programmi di messaggistica istantanea.

«La brevità è la caratteristica distintiva, è un’arte, insegna la capacità di sintesi e la scrittura minimalista» commenta l’esperto Michael Lopp, un noto blogger della Silicon Valley, secondo cui ci sono due tipi di cinguettìi: il «tweet» in cui chi scrive dice qualcosa agli altri (rispondendo alla domanda «Che cosa stai facendo?» o, meglio ancora, «Perchè?») e il «retweet» in cui chi scrive segnala agli altri qualcosa che ha letto in giro.

Il funzionamento del software, che – sorpresa! – piace più al pubblico adulto che a quello giovane, è semplice: non appena un utente invia un messaggio, questo viene ricevuto da tutti i contatti della sua lista. Così l’applicazione può essere utilizzata per tenere aggiornati gratis gli amici su quello che si sta facendo, ma può diventare anche una sorta di ufficio stampa, sia aziendale che personale. Non a caso Evan Williams, tra i fondatori di Twitter nel marzo del 2006, è ex addetto alle pubbliche relazioni. «Mi sono chiesto: la comunicazione è veloce e fondamentale, perchè non fare diventare immediata anche l’informazione?». Williams per ora ha scelto di non cedere alla pressioni di Facebook nè di Google, che hanno cercato di comprarlo, perchè è convinto di poter crescere ancora molto.

Il boom negli Usa è coinciso con la campagna elettorale di Barack Obama, ma sta decollando ovunque: il governo britannico vi diffonde i comunicati di Downing Street; quello israeliano vi tiene conferenze stampa su Gaza. Anche in Italia: lo si è potuto verificare quando via Twitter sono arrivate le primissime informazioni sul terremoto in Abruzzo. Internauti si sono premurati di riportare le notizie all’estero traducendo dall’italiano all’inglese. Poi le prime testimonianze. Anche la protesta che si è scatenata prima di Pasqua in Moldova è partita dai messaggi trasmessi su Twitter, subito dopo l’annuncio sulla vittoria dei comunisti alle elezioni del 5 aprile. «Non perdere la speranza: se ti trovi in Moldova, scendi in piazza e protesta!»: è uno delle centinaia di messaggi diffusi. «Se la rivoluzione anticomunista romena del 1989 fu il primo evento del genere trasmesso dalle tv in diretta, gli eventi in Moldova costituiscono la prima rivolta propagata attraverso la rete Twitter», ha scritto il quotidiano Romania libera.

Il microblogging si sta rivelando ideale per le aziende che hanno bisogno di comunicare con i loro clienti: da Dell a Zappos, passando per Ford, Kodak e Starbucks, hanno trovato in Twitter un canale di marketing per rispondere come a un evoluto servizio clienti e promuovere prodotti. Al Gore fa tam-tam ecologista; Britney Spears si sfoga contro i paparazzi. E se Ashton Kutcher, l’attore marito di Demi Moore, ha dichiarato che grazie a Twitter sua moglie ha salvato una donna che minacciava di suicidarsi, l’astronauta Mike Massimino ha annunciato che utilizzerà Twitter per mostrare il suo allenamento in vista del 12 maggio, quando partirà per lo spazio a bordo della navetta Atlantis, inviando messaggi all’indirizzo Astro_Mike.

I media tradizionali cercano di adeguarsi: Al Jazera trasmette su Twitter gli sviluppi della guerra in Medio Oriente. La Cnn, per comunicare l’attentato a Mumbai, l’ha scelto quando si è accorta di fare fatica a stare al passo con la rapidità con cui si diffondevano le informazioni via digitale. Anche il New York Times invia le news in tempo reale via Twitter. E il primo aprile scorso il Guardian ha annunciato che sarebbe diventato il primo giornale al mondo ad essere pubblicato esclusivamente su Twitter. Un passaggio definito «epocale» perchè tutti gli articoli sarebbero stati condensati in 140 battute. Con un gigantesco progetto per tradurre in «tweet» l’archivio. Annunciando che presto sarebbe arrivato «un nuovo social network che si basa sulla telepatia e che renderà Twitter obsoleto nel giro di settimane». Un pesce d’aprile. Ma – con la crisi dei media tradizionali che incombe – per un attimo c’è chi ci ha creduto.

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