Posts Tagged 'Marcenaro'

Vince sempre Lui

10 Ago 08

Andrea’s version

Vince sempre Lui, ma chissenefrega. Sono quasi vent’anni che Umberto Eco non riesce a capire il perché, e Ilvo Diamanti come Eco, e Serra come Eco, e Sartori come Eco, e D’Alema, o Vauro, o Camilleri, e in buona sintesi nessuno, tra i cervelloni di sinistra, si capacita del perché dell’Amor nostro. Ora. Dite voi. Siamo tutti in vacanza. Tutti distratti e sotto l’ombrellone. Ma Lui? Alla vigilia della partenza per una delle sue ville, Lui fa sapere al ministro Gelmini che è giovane e bella. E al popolo italiano, le seguenti cose. Che l’insalata è troppo cara, il pane costa il doppio, la pasta pure e dovrebbe calare la benzina. Attenzione. Arrivato a discutere il caffè, l’Amor nostro ha detto questo: “Lo prenderei con Di Pietro”.
Ebbene. Quel belinone di Umberto Eco s’indignerà all’idea. L’Invincibile, invece, stava pensando a Gaspare Pisciotta senza manco consultarsi con Dell’Utri.

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Ci risiamo.

1 Ago 08

Andrea’s version

A parti rovesciate, ma ci risiamo. E’ indecente l’aggressione ad Antonio Di Pietro per un bacio. Casto? Meno casto? Ma saranno affari suoi? E’ indecente il sorrisino di centrodestra e non solo, quel darsi di gomito, il dilagare dello spettegolìo sull’avversario beccato con la signora nella notte estiva. Peggio di un’intercettazione. E’ indecente l’Italia dei Calori, è sgradevole che lo pubblichi “Chi”, indecente che si tirino in ballo i figli, la moglie col “caratterino d’acciaio”, Ela Weber, tutto suona abbastanza indecente. Del pari indecente, anche, quel commentino di Daniele Capezzone che nega, con furbetto moralismo, di voler fare del moralismo sulla fotografia del Di Pietro moralista. E’ duro da sconfiggere, il voyeurismo. O il suo uso.
E invece esiste, su questa grottesca vicenda, un punto politico non trascurabile, che ovviamente è finito trascurato. Il punto è l’ostinazione con cui insistono per mettere Leoluca Orlando alla Vigilanza.
Che cazzo ha vigilato, l’altra notte, Orlando?

Abbiamo letto, e pari pari riportiamo,

1 Giu 08

Andrea’s version

Abbiamo letto, e pari pari riportiamo, che il preside della facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma, Guido Pescosolido, è stato tenuto sotto sequestro nel suo ufficio per circa venti minuti da un gruppo di esponenti dei collettivi di sinistra. Con lui, un collega e due segretarie.

Non potevamo uscire – ha detto dopo il professore – hanno cercato di sfondare la porta prendendola a calci. Gridavano ‘dimettiti o ti mandiamo via noi’”. Per liberare gli assediati è stato necessario l’intervento di poliziotti in borghese che hanno scortato docenti e segretarie fuori dalla presidenza. Ora Pescosolido sta meditando di lasciare l’incarico: “Temo per la libertà di insegnamento e per la stessa vita democratica della facoltà – ha detto infatti il preside – la situazione sta diventando insostenibile”.

Sta diventando, ha detto.

23 Mag 08

Andrea’s version

Dal momento che sembra che adesso a Napoli si farà sul serio.

Dal momento che lo stato torna stato, che la guerra alla monnezza sta prendendo corpo, che si piazza l’esercito a difesa delle discariche, si commissariano di fatto i comuni riottosi che stanno tutt’intorno, dal momento che la questione è talmente seria che si usa il “top secret”, che non saranno più accettate le azioni di minoranze organizzate le quali intendano bloccare come prima aeroporti, autostrade, ferrovie e cantieri.

Dal momento che niente più sorrisi, che “pene da tre mesi a un anno per chiunque ostacoli il ciclo dei rifiuti”, e “cinque anni a chi promuove disordini”.

Dal momento che Guido Bertolaso diventa sottosegretario supercommissario con specialissimi poteri in materia, ciò che può essere letto come il fatto che il supercommissario precedente con specialissimi poteri la sta prendendo un po’ in saccoccia.

Visto tutto ciò, per quanto riguarda Napoli, ci permettiamo di ricordare che non c’è solo Napoli. La peggio zozzeria si trova in una contrada di Santa Maria Capua Vetere, proprio lì a due passi, e si chiama Contrada Bruno.

Essendo diventati, finalmente, un paese europeo con tre partiti…

4 Mag 08

Andrea’s version

Essendo diventati, finalmente, un paese europeo con tre partiti, o al massimo quattro o cinque. Essendo non più nemici, ma tutt’al più avversari. Essendo che avendo preso, voi, una culata che levati, comunque la si vive tutti, in qualche modo, come una culata bipartisan. Essendo che Schifani ha aperto al Senato, che Fini ha elogiato il 25 aprile e il 1° maggio alla Camera, e che, come spiega il sempre acuto Ilvo Diamanti, Roma resta la capitale d’Italia, mentre Vicenza no, per cui la questione settentrionale, che settentrionale era fino a ieri, adesso è di nuovo meridionale poiché, in quanto settentrionale, la questione suddetta si è bruciata nel giro di due settimane.

Visto, cioè, che le teste di cazzo tengono comunque duro, che gli stipendi comunque corrono, che la pacificazione nazionale rimane comunque una necessità, e che a Roma ha prevalso comunque Alemanno.

Vista, quindi, la compartecipazione, il comune sentire, un Veltroni a mezzadria, e che indossiamo le stesse mutande, vorremmo sapere questo: proposto Squitieri al Cinema, e Barbareschi alla Cultura, dispiacerebbe se, a dirigere l’Accademia di Santa Cecilia, mettessimo uno skinhead?


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