Attenti, colonnelli

14 Set 08

Emanuele Macaluso

Le dichiarazioni di Fini su fascismo e antifascismo, fatte davanti ai giovani di An, hanno un significato su cui è bene discutere. Anche perché, nella stessa sede, non un ex fascista ma Silvio Berlusconi, con il camaleontismo che lo distingue, aveva esaltato il ruolo di Italo Balbo in Libia per accattivarsi le simpatie di quei giovani.

L’intervento del Cavaliere è una chiave di lettura di una linea politica che tende a sbiadire tutto, a mettere sullo stesso piano chi difese la libertà e chi la cancellò, chi fu vittima di un tardo e feroce colonialismo e le vittime di quell’oppressione. L’elogio di Balbo voleva essere una pacca sulle spalle a tutti quei ragazzi, ai quali, invece, occorre dire la verità e aiutarli a riflettere e a capire. Da questo punto di vista le parole di Fini pronunciate dopo le cose dette da Alemanno e La Russa acquistano un significato particolare.

Il presidente della Camera, in questa occasione, ha parlato come deve chi rappresenta un’istituzione che esprime la libertà degli italiani. Fini ha detto con chiarezza che non si può equiparare «chi combatteva per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buona fede, stava dalla parte sbagliata». E alla destra, cioè alla sua parte, dice che i valori costituzionali di libertà, uguaglianza e giustizia sociale «sono valori a pieno titolo antifascisti». È un chiarimento importante, quello di Fini, col quale tende a collocare la destra come forza che ha nell’antifascismo e nella Costituzione un riferimento essenziale. Importante anche perché, come scriveva ieri Gian Enrico Rusconi sulla Stampa, sembra che il paese abbia perso l’orientamento. Cioè è allo sbando. E per recuperare un orientamento, come auspica il Capo dello Stato, il riferimento delle forze politiche e sociali alla Costituzione e all’antifascismo è essenziale.

Io non so sino a che punto i quadri che vengono dal Msi siano in grado e disponibili a portare fino in fondo il processo di revisione avviato dalla stesso Fini a Fiuggi. Le sortite di Alemanno e La Russa, due esponenti di primo piano di An, rivelano una difficoltà seria su cui è bene ragionare. Anche perché un approdo costituzionale della destra non riguarda solo chi milita a destra, ma il sistema politico nel suo complesso e l’interesse generale del paese. E questo per più motivi. Sino a oggi la destra che proveniva dal Msi era stata «sdoganata» da Berlusconi, il quale ha assunto le vesti del santo protettore della destra. Anche dopo Fiuggi. E a ben pensarci, Fini ha deciso di intrupparsi nel partito berlusconiano per lavare i panni di coloro che ancora sentono il richiamo della foresta fascista. Il partito unico, infatti, dovrebbe omologare tutto e tutti. E forse La Russa e Alemanno hanno voluto dire che accettano l’unificazione ma non l’omologazione.

Il problema vero di questo «equivoco» è però Berlusconi. Il quale vuole un partito padronale, senza una base politico-culturale e senza una somma di valori che lo identifichino. Infatti nel partito berlusconiano gli ex socialisti dicono che esprimono una politica di sinistra, l’ex comunista Bondi richiama il pensiero di Antonio Gramsci come riferimento culturale, gli ex radicali vedono nel partito del Cavaliere uno spazio per esprimere liberalismo e laicismo, gli esponenti di Comunione e Liberazione ritengono invece che quel partito è in sintonia con i vescovi. E potrei continuare. In questo quadro Alemanno e La Russa pensano che c’è spazio anche per richiamare la «parte buona» del fascismo. Forse, dico forse perché nulla è ancora chiaro, con le sue odierne prese di posizioni, Fini parla a nuora perché suocera intenda. E la suocera è proprio Berlusconi. Ma se è così, il presidente della Camera dovrebbe aprire un dibattito più vasto e coinvolgere il Pdl nel suo complesso per individuare e definire i connotati di questo partito. Fini di questi connotati ha individuato un tratto essenziale, la Costituzione e l’antifascismo. Bene. Ma un partito che ha questi riferimenti non può avere un padrone e deve avere una vita e una dialettica democratica. È possibile aprire in quel partito, su questi temi un dibattito e un confronto congressuale? Temo proprio di no.

Annunci

0 Responses to “Attenti, colonnelli”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
settembre: 2008
L M M G V S D
« Ago   Ott »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  

Blog Stats

  • 38,190 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: