Il prezzo della rottura

22 Giu 08

Sergio Romano

L’insistenza con cui si parla della necessità di un dialogo fra maggioranza e opposizione è soltanto un altro sintomo del malessere della democrazia italiana. Quando David Cameron, leader dei conservatori britannici, prende la parola ai Comuni, è duro, sferzante e, nella migliore delle ipotesi, ferocemente ironico. Quando Oskar Lafontaine parla del governo Merkel, non misura parole e giudizi. Quando i socialisti francesi parlano di Nicolas Sarkozy, i toni sono aspri e taglienti.

Nei buoni sistemi democratici, le opposizioni non hanno l’obbligo di dialogare. Debbono attaccare il governo, demolirne i programmi e, quando ne condividono gli obiettivi, dimostrare che il risultato può essere raggiunto con altri mezzi più idonei allo scopo. Ciò che davvero serve in democrazia non è il dialogo (parola di cui si è fatto in questi mesi un uso stucchevolmente retorico), ma un altro fattore, questo sì assolutamente indispensabile. Occorre che maggioranza e opposizione si riconoscano rispettivamente legittime e che nessuno dei due leader neghi all’altro il titolo di rappresentare politicamente e moralmente la parte del Paese che gli ha dato fiducia.

Negli ultimi 15 anni è accaduto il contrario. La sinistra ha considerato Berlusconi un’inaccettabile anomalia, un cattivo scherzo della storia nazionale, un pregiudicato in attesa di giudizio, una reincarnazione light del fascismo. E Berlusconi l’ha ripagata di questi giudizi definendola semplicemente e sprezzantemente «comunista». Più recentemente è parso che il clima potesse cambiare. Dopo essersi liberati di alcuni dei loro più ingombranti alleati e avere fatto un buon uso di una pessima legge elettorale, Berlusconi e Veltroni sembravano disposti a considerarsi semplicemente avversari, divisi dalle loro rispettive ambizionima uniti dall’appartenenza allo stesso sistema nazionale. Non mi aspettavo che avrebbero «dialogato».

Speravo tuttavia che avrebbero capito la necessità di aprire insieme una strada su cui nessuna maggioranza dovrebbe avventurarsi da sola: quella delle riforme istituzionali e di una migliore legge elettorale. Sono bastate poche settimane perché il tempo girasse nuovamente al peggio. Ne conosciamo le ragioni. Berlusconi non è ancora uscito dal tunnel del suo percorso giudiziario e crede lecito usare il potere per assicurarsi l’immunità. Qualcuno continua a pensare che esista una via giudiziaria alla soluzione dei problemi italiani. E Veltroni è circondato da persone che vorrebbero fargli pagare la sconfitta. Insomma, Berlusconi, perché è forte, crede di non avere bisogno di nessuno; e Veltroni, perché è debole, rischia di non poter fare a meno dei molti che cercano di trascinarlo all’indietro nella strategia di un’alleanza antiberlusconiana pilotata dalla sinistra giustizialista, massimalista e «girotondina».

È uno spettacolo già visto, che la grande maggioranza del Paese non ha alcuna voglia di rivedere. Mi chiedo se i politici dei due campi si siano resi conto dell’effetto che questa «guerra civile fredda» sta producendo sulla società. Gli italiani si lasciano apparentemente convincere dall’uno o dall’altro dei due campi, ma dopo avere votato per la destra o per la sinistra provano per entrambe gli stessi sentimenti di sfiducia e disprezzo. Una democrazia in cui gli elettori detestano gli eletti: ecco ciò che l’Italia corre il rischio di diventare.

Annunci

0 Responses to “Il prezzo della rottura”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
giugno: 2008
L M M G V S D
« Mag   Lug »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Blog Stats

  • 38,136 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: