I due presidenti

6 Giu 08

Lucia Annunziata

In attesa del governo del Presidente – idea temuta ed esaltata in pari misura da nemici e amici di Silvio Berlusconi – la cronaca politica sembra portarci in un imprevisto luogo: il Governo dei Presidenti. Passo dopo passo l’accordo fra il Quirinale e Palazzo Chigi sta infatti emergendo non solo come cortesia istituzionale, ma come un progetto.

Un vero progetto, mirato a costruire una solida cintura di sicurezza intorno a istituzioni in transizione, un governo non completamente ancora sulle sue gambe e un’opposizione molto debole. Ad esempio, la tenaglia in cui i due presidenti hanno stretto la Lega nelle ultime ore è così visibile da non poter essere vista come pura coincidenza. Due giorni fa Napolitano ha fatto un’affermazione coraggiosa al punto da essere un filo sovraesposta: ci si ricordi, ha detto, della corresponsabilità di ciascuno nella crisi della spazzatura, con l’affondo: «Gran parte dei rifiuti tossici qui sepolti sono arrivati dal Nord». Frase leggermente sovraesposta, si diceva, nel senso che, come si è visto anche dalle reazioni, ha messo da parte il conciliante tono che si assume per la Presidenza della Repubblica a favore di un robusto intervento di merito. Un appello alla verità, mirato a rompere stereotipi e a non permettere la divisione del Paese in cittadini di serie A e serie B.

Il giorno prima, l’altro presidente, quello del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, aveva rotto l’unanimismo di queste prime settimane di lavoro governativo, dicendosi contrario al reato di clandestinità, cioè la misura che finora ha meglio espresso il clima culturale della nuova maggioranza. L’unica nota difforme era stata la scelta fatta dal ministro dell’Interno Maroni e dagli altri esponenti della Lega il 1° giugno di non prendere parte – vero e proprio sgarbo istituzionale – al tradizionale ricevimento della Festa della Repubblica: proprio il ricevimento dove l’accordo fra Berlusconi e Napolitano è apparso così perfetto da suggerire per la prima volta l’idea che nei giardini del Quirinale c’erano non uno, ma due Presidenti.

Entrambe le prese di posizione di Berlusconi e Napolitano convergono sullo stesso punto: inviare un messaggio alle punte oltranziste della Lega. È un accordo di visioni, che va oltre ogni ipotesi di casualità; e che le reazioni della Lega (sorpresa, delusione e disaccordo) mostrano sia stato ben capito.

Naturalmente, questa dei due Presidenti è un’immagine da definire con cautela: la figura del Presidente della Repubblica è, nella nostra Costituzione, iscritta nell’empireo del distacco. Ogni volta infatti che questo distacco è venuto meno per tradursi in passione – Cossiga e Scalfaro vengono inevitabilmente in mente – il sistema si è diviso, con ferite ancora non rimarginate. È giusto, dunque, non azzardarsi ad attribuire al Colle comportamenti interventisti.

Ma viviamo in un momento complicato, in cui la vittoria schiacciante di Berlusconi, dopo anni di equilibri numerici, sembra aver spappolato il centro-sinistra. E l’assenza di un’opposizione forte rischia di rendere sbilanciato lo stesso governo. Segni leggeri di questa dinamica si sono del resto già avvertiti: da una parte la nuova maggioranza sembra preda d’una sorta di ebbrezza, che si esprime in un fiume di annunci, iniziative e dichiarazioni reboanti; dall’altra l’opposizione pare essersi auto-ingabbiata nella formalizzazione di un governo ombra che è finora servito solo – a poco – da controcanto al governo vero.

Tra una maggioranza eccessivamente euforica e un’opposizione troppo labile, il rischio è che il dialogo, così necessario per mettere a punto tutte le riforme che si vogliono fare, non trovi una sua solida base. In questo potenziale vuoto d’iniziativa politica, si sta formando, per obbligo ancora prima che per scelta, la partnership dei Presidenti.

Le priorità dei due leader sono diverse: Berlusconi deve includere nella sua azione le voci che potrebbero sentirsi minacciate dall’eccesso di forza o dall’emarginazione delle idee. È il caso, importantissimo, dei cattolici e della Chiesa, un’area fortemente presente nei voti al Pdl (il 56 per cento dei cattolici hanno abbandonato il Pd alle ultime elezioni), ma che ha scarsa rappresentanza in Parlamento e scarsa rappresentazione (per ora) nella cultura di questa maggioranza. Il Papa infatti ha lodato il nuovo clima, ma la Chiesa ha espresso comunque tutta la sua indignazione per gli interventi muscolari contro zingari, stranieri e crisi della spazzatura. Per questo Berlusconi, che oggi va per una prima rilevante visita in Vaticano, prima di presentarsi di fronte a Benedetto XVI ha dovuto creare l’opposizione a sè stesso, autocancellando il crimine d’immigrazione illegale.

Il presidente Napolitano d’altra parte, in assenza di un’opposizione efficace, si trova di fronte a un problema identico: assumere sulle sue spalle il dovere di non far sbandare verso l’estremizzazione né la vittoria del centrodestra né l’impotenza del centrosinistra. In altre parole, entrambi i presidenti hanno necessità di delimitare e fermare un terreno d’incontro, un «centro» delle idee la cui esistenza garantisca e renda possibile lo scambio di idee.

Entrambi i presidenti insomma sono oggi investiti di una sorta di doppio incarico, in ruoli che potrebbero forzare le loro stesse funzioni. Il presidente del Consiglio è infatti di solito «equilibrato» dall’opposizione; e il Presidente della Repubblica è solo il notaio di questa dinamica. Ma nelle eccezionali circostanze in cui viviamo entrambe queste figure stanno divenendo anche costruttori oltre che garanti di un nuovo equilibrio. Che Dio gliela mandi buona, si dice in questi casi.

Annunci

0 Responses to “I due presidenti”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
giugno: 2008
L M M G V S D
« Mag   Lug »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Blog Stats

  • 38,177 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: