“Sono sereno” come mai?

29 Mag 08

Lietta Tornabuoni

Pallidissimo, il prefetto di Napoli ripete: «Sono sereno, sono molto sereno». E come mai? Se non avesse pure guai giudiziari personali, dovrebbero bastare i guai di Napoli (rifiuti, ritardi, rivolta) a renderlo inquieto. Invece no: sereno. L’espressione (sono sereno, siamo molto sereni) è adesso la prediletta, è usata da Berlusconi e da tutti: concretamente indica la massima preoccupazione, ma in sede oratoria vuol dire «nulla al mondo mi turba». Ci sono altre parole per dirlo, però «sereno» ha in sé qualcosa di serafico, di calmo, di santa letizia o di temperamento chiesastico, che suona bene.

Non per gli ascoltatori, naturalmente. A quelli la serena impassibilità provoca invece esasperazione: ma come, noi non sappiamo più come cavarcela, siamo aggrediti dall’ansia e dall’insicurezza, e tu sei sereno? Come si potrebbe far capire ai politici questa reazione indispettita, questo senso di presa in giro? Ci sono poi persone a proposito delle quali la serenità non risulta credibile. Il ministro La Russa, per dire, col suo dinamismo verbale sulfureo e chiassoso; l’ex presidente della Camera Casini, con la sua eloquenza fluviale segnata da scoppi ed esplosioni vocali regolari; il ministro Tremonti, con i suoi toni monotoni e ostinati, un sussurro implacabile che non finisce mai; l’onorevole Di Pietro, con i suoi irritati accenti dialettali.

Dichiarare d’essere sereni non serve, soprattutto in questo periodo in cui l’azione di governare è un groviglio inestricabile: impossibile stabilire quale delle innumerevoli emergenze affrontare per prima, impossibile aver fiducia nella eventualità di risolvere anche problemi minori, impossibile fare qualcosa perché mancano i soldi così che quello che levi con la sinistra lo aggiungi con la destra, impossibile appagare i grandi desideri e bisogni dei cittadini. Impossibile anche tirare la gente dalla propria parte: ormai ha imparato i meccanismi, sa stare in guardia, è capace di rinfacciare il tradimento oppure l’alterazione delle troppe promesse, gli atteggiamenti da forzaioli senza forza. A pensarci bene, forse sarebbe più opportuno (e anche più schietto, meno provocatorio) dire, anziché «sono sereno», «sono preoccupato».

Annunci

0 Responses to ““Sono sereno” come mai?”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
maggio: 2008
L M M G V S D
« Apr   Giu »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Blog Stats

  • 38,154 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: