Pubblicare con criterio

3 Mag 08

Francesco Pizzetti
*Garante della privacy

Caro Direttore,
ho letto con attenzione l’articolo di Federico Geremicca Colpi di coda e autorità deboli pubblicato sul suo giornale il 1° maggio.

Ho molto apprezzato l’equilibrio e l’attenzione con cui, tanto nell’articolo di Geremicca quanto nelle altre parti del giornale, è stato dato conto dell’intervento dell’Autorità e delle ragioni che lo hanno ispirato. Così come ho molto apprezzato l’invito rivoltoci a fare un ulteriore sforzo per concorrere, nell’ambito della nostra competenza, a definire le regole.

Purché siano sempre più chiare nel rapporto tra libertà di informazione e rispetto della privacy dei cittadini.

Consenta però, non solo al Presidente del Collegio del Garante ma anche a un torinese da sempre fedele lettore della Stampa e a un ormai davvero non più giovane professore di diritto costituzionale, una precisazione importante.

A me non pare che l’invito ai mezzi di informazione ad astenersi dal pubblicare i dati diffusi con le modalità oggetto della sospensione sia stato un segno di debolezza.

Tutta la vicenda è in corso di approfondimento, se non altro perché è necessario consentire alla Agenzia delle entrate di presentarci formalmente le sue eventuali deduzioni. Proprio per questo il Garante, nell’adottare un provvedimento di urgenza riguardo alla diffusione degli elenchi dei contribuenti in Internet, ha usato la formula dell’invito a sospendere.

Le modalità scelte dall’Agenzia delle entrate, del resto, non permettevano certo al Garante di pronunciarsi a favore della utilizzabilità dei dati, anche da parte dei mezzi di informazione titolari del dovere di assicurare sempre il diritto fondamentale dei cittadini ad essere informati.

Per questo abbiamo cercato di impedire che potessero sorgere nuovi problemi giuridici legati appunto all’uso di questi dati o eventuali contenziosi promossi dagli interessati. Allo stesso tempo, abbiamo voluto evitare che il nostro intervento potesse essere letto come limitativo del diritto-dovere di rendere noti i dati delle posizioni di persone che, per il ruolo svolto nella società, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico, e per le quali addirittura vigono spesso specifici regimi giuridici di conoscibilità e di pubblicità.

Di qui l’invito ad astenersi dal diffondere o pubblicare i dati solo perché comparsi sul sito web. Sono infatti per lo più dati relativi alle posizioni di contribuenti «qualunque», generalmente del tutto prive di interesse per il pubblico, e la loro eventuale ulteriore diffusione, fondata unicamente sul modo col quale sono stati resi noti, non sarebbe facilmente giustificabile.

Si è trattato di un invito che in sostanza ha voluto richiamare l’attenzione sulla necessità di assicurare un pieno rispetto delle regole deontologiche e giuridiche che già disciplinano questo così delicato settore.

Del resto, come lo stesso Geremicca sottolinea, proprio questa è la linea che La Stampa ha seguito, dimostrando così di aver perfettamente compreso il senso del nostro invito.

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