Colpi di coda e autorità deboli

1 Mag 08

Federico Geremicca

Noi non sappiamo con quale spirito, e in ossequio a quali urgenze, il viceministro Vincenzo Visco ed il ministro Livia Turco abbiano voluto ieri – con due iniziative distinte e diverse per discutibilità – inasprire e arroventare la cosiddetta fase di «passaggio delle consegne» tra un governo che lascia ed un altro che subentra. Fatto sta che ciò è accaduto: con un colpo di coda del quale non si sentiva affatto la mancanza e che ha seminato sconcerto e malumore nella stessa maggioranza uscente.

Più che l’iniziativa del ministro Turco – che a pochi giorni dall’uscita dal dicastero ha fissato le nuove linee guida della legge sulla procreazione assistita, cancellando il divieto di diagnosi preimpianto e scatenando vivacissime polemiche – è stata la decisione dell’Agenzia delle entrate di rendere consultabili via Internet le dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti italiani a scatenare un vero pandemonio.

Si tratta, in un caso come nell’altro, di iniziative assai discutibili sia nei tempi che nella forma. E per quel che riguarda la decisione del viceministro Visco, opinabili anche nella sostanza: almeno a giudizio del Garante della privacy, che ha sollecitato e ottenuto la sospensione della pubblicazione in rete dei guadagni (nell’anno 2004) dei cittadini italiani. Una decisione onestamente incomprensibile, a governo con le valigie ormai pronte; una iniziativa che ha mandato subito in tilt il sito dell’Agenzia, preso d’assalto da decine di migliaia di contribuenti desiderosi di curiosare sul guadagno dell’amico, del superiore di grado o del vicino; e una sortita, infine, che agli occhi di molti ha assunto addirittura il profilo di una sorta di «vendetta» quasi postuma da parte del contestato viceministro.

Sia come sia, il tutto si è trasformato nell’ultimo danno prodotto su un terreno – quello fiscale – sul quale il centrosinistra aveva già pagato un duro prezzo elettorale. Per esser ancora più chiari: fosse anche stata ispirata dalle migliori intenzioni, l’iniziativa di Visco si è tradotta in un disastro che avrebbe fatto infuriare lo stesso Prodi, non informato dell’iniziativa. E questo a prescindere, naturalmente, da giuste e innegabili esigenze di trasparenza: che in questo caso hanno tanti argomenti a favore almeno quanti ne ha il pur doveroso e tutelato rispetto della privacy.

E a proposito della privacy, del suo rapporto con l’informazione e dell’autorità che ne è garante, è venuto il momento di porre con la necessaria nettezza un problema non più eludibile. Questo giornale, anche in circostanze analoghe a quella in questione, si è sempre attenuto al rispetto della riservatezza dovuto a ogni singolo cittadino e alle indicazioni di volta in volta giunte in tal senso appunto dal Garante che ne tutela i diritti. Ma il rispetto, per poter esser richiesto, richiede in cambio indicazioni chiare e inequivoche: e non direttive timide e ambigue, che sembrano fatte apposta per esser ignorate e violate. Per esser schietti: dal garante ci si attende un sì o un no alla pubblicazione di questo o quel documento e non, come accaduto ancora ieri, generici «inviti» accoglibili o meno a seconda delle diverse sensibilità.

Questo significa, per dirla senza giri di parole, che La Stampa vuole esser messa nelle condizioni di fare informazione al pari di ogni altro giornale, avendo dunque chiaro con certezza quel che è pubblicabile e quello che invece non lo è: e non lo è per questo giornale come per tutti gli altri, senza possibilità di equivoci e fraintendimenti. Dell’infinito elenco dei contribuenti italiani messo dal viceministro Visco su Internet, noi pubblichiamo oggi solo nomi già stampati da altri organi di informazione e pochi altri per i quali, in ragione della loro assoluta notorietà, non si ritiene possa esser invocato il rispetto della privacy. Rispondiamo positivamente, quindi, al timido invito del Garante, nella speranza che esso sia accolto da tutti gli altri mezzi di informazione. Non è quasi mai accaduto, in verità. E la richiesta, allora, è che ognuno sia messo in grado – e in una situazione di inequivoca parità – di fare il proprio mestiere, che è quello di informare e pubblicare. Per ottener ciò, gli inviti non sono sufficienti. Il Garante lo annoti, e alla prossima occasione si regoli di conseguenza.

Annunci

0 Responses to “Colpi di coda e autorità deboli”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
maggio: 2008
L M M G V S D
« Apr   Giu »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Blog Stats

  • 38,136 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: