L’alfabeto elettorale

(13 Apr 08)

Gianluca Nicoletti

Settanta giorni di campagna elettorale. Per alcuni noiosa, per altri entusiasmante, come ogni campagna. Alcuni temi toccati sono serissimi, altri fanno parte del Circo Barnum della politica italiana. In un modo o nell’altro passerà alla storia anche questa campagna.

ABORTO
Tema delicato, ma non tutti gli italiani probabilmente lo collocano tra quelli su cui maggiormente chiedono una risposta certa alla classe politica. Però se lo sono comunque visti porre quotidianamente come argomento su cui si valuta l’appartenenza tra chi stia dalla parte dei giusti e chi no.

BROGLI
Dal referendum del ‘46 in poi sono stati l’argomento principe di ogni chiamata alle urne. Berlusconi ne è tutt’oggi ossessionato, tanto da essere sicuro della sua vittoria solo se nessuno imbroglierà. Per Veltroni l’avversario ne parlava già nel ’94. Di solito torna sull’argomento chi perde.

CAMICIE
Quando Silvio indossa la sua blu notte senza cravatta sembra proprio quel rubacuori che va dicendo di essere, ma solo per chi ami il vintage passionale. Quando Walter indossa la sua botton down con l’asola al vento sembra proprio sprizzar tenerezza, ma solo per chi pensi che il casual sia di sinistra.

DUELLO TV
Lo scontro finale che tutti avrebbero voluto vedere, ma che è stato proibito dalla legge. Duello sì tra conduttori televisivi, per accaparrarsi l’unico spettacolo allettante della campagna. Mentana ottiene interviste separate dei big, in diretta una dopo l’altra, senza contatto neanche in studio.

ENDORSEMENT
Di solito si usa per definire un artista che durante i concerti sponsorizza una particolare marca di strumenti musicali. In questa campagna si è usato per artisti che si sono mostrati lietamente abbinati a un marchio di partito. L’endorsement più celebre è stato tra George Clooney e il Pd.

FUCILI
Evocati da Umberto Bossi contro la «canaglia romana» e le «schede-trappola». Per il capo indiscusso del Carroccio non c’era altro da fare che da imbracciare i fucili. L’uscita è stata poi attutita, ma in realtà era così antica da risultare innocua. Nessuno li chiama più fucili, oggi si dice Kalashnikov.

GRULLI
È la versione edulcorata del consueto paterno rimbrotto di Berlusconi al popolo degli elettori. La volta precedente, con maggiore rigore, aveva invitato gli italiani a non fare «i coglioni» votando a sinistra. Con il passar del tempo si è ingentilito e ha usato il collodiano «grulli».

HILLARY CLINTON
Per Umberto Bossi non ci sono dubbi, lui voterebbe Hillary. Forse per reazione al fatto che Veltroni si è ispirato assai alla campagna elettorale di Barack Obama, candidato democratico alla presidenza. O forse solo perché è il suo tipo di donna, gli ricorda la Pivetti dei bei tempi.

INSULTI
All’inizio campagna al grido di «vinca il migliore» Presto lo sbracamento lessicale non è tardato a manifestarsi ed è risultato oltremodo creativo: «sor bugia», «mascalzone», «walterino, sette doppiezze», «bullo», «orrido». Forse Alvaro Vitali è il comune spin doctor?

LAUREA
Berlusconi è laureato, Veltroni no. Differenza che il Cavaliere rimarca. L’accusa è pesante verso Di Pietro. Lui si è laureato «con i Servizi» dice. Io laureato alla Statale di Milano, Berlusconi alla P2, replica stizzito l’ex Pm.

MAGISTRATI
Test periodici di salute mentale per le toghe. L’idea di Berlusconi era già scritta nella riforma della Cdl. Ma prima del voto fa un altro effetto. «Perchè invece non li facciamo ai politici e ai candidati premier?», replica la candidata premier della Destra Daniela Santanchè.

NANETTI
I dieci candidati minori hanno fatto di tutto per dimostrare che anche loro esistevano. Sulla carta nessuno gliel’ha mai negato, ma in tv implacabile la differenza tra grandi e piccoli ha creato depressioni di share senza precedenti. Qualcuno ha tentato uscite clamorose da studio, ma son stati fuochi di paglia.

OMOSEX
Tema ricorrente e controverso. Se Gasparri dice che nulla avrebbe da eccepire su un leader di «tendenza», scivola sull’argomento il candidato del Pd generale Mauro Del Vecchio. Per lui niente omosessuali nell’esercito. La Sinistra e i Socialisti insorgono e lo accusano di omofobia.

PIZZA
Simbolo dell’Italia nel mondo, mette a rischio i voti degli italiani all’estero. Il Consiglio di Stato chiede che lo Scudo-crociato della Dc di Pizza venga riammesso. Cambiare le schede e invalidare le votazioni già fatte all’estero? Il Viminale si oppone. La Cassazione rimanda alle Camere. Pizza rinuncia.

QUELLA COSA
Daniela Santanchè l’ha più volte evocata senza mai darle nome. Il tema era la sua volontà ferrea a non cederla ad altri. In una prima battuta ha ribadito che la dazione mai avvenne per interesse e carriera. Poi si è concentrata sulla negazione reiterata a Berlusconi, ma mai nulla rivelò sulle richieste.

RIFIUTI
Quelli della Campania tengono banco in ogni comizio e fanno temere il Pd per le sue sorti nella regione. La spazzatura è puzzolentissima quando è impugnata come arma politica verso gli avversari, diventa evanescente e strumentale quando imbarazza chi se la trova dentro casa e protagonista nei tg.

SQUALIFICA
E’ un termine psicologico: «Se a uno gli piace Casini magari perché è un ‘bel fieù!» Disse Berlusconi, facendo eco a Prodi che nel 2004 disse di Rutelli «Bello guaglione», sembra così che il voto al più giovane non possa essere che un omaggio al suo gradevole aspetto. Nessuna pietà per i rivali belli.

TOTTI
Il Pupone diventa il punto di frizione «Appoggia Rutelli, è fuori di testa», dice Berlusconi proprio al Colosseo. Così si accende la miccia dell’ultima polemica, insorge il popolo giallorosso nei suoi più illustri rappresentanti. Veltroni ci inzuppa il pane…«Un altro messaggio di odio».

UOVA
Il lancio delle uova, reiterato e diffuso su Giuliano Ferrara ha riportato un clima affettuosamente goliardico che non si respirava da anni. Non accadeva dai tempi delle contestazioni anti pellicce alla Scala di Milano. Qualcuno, come Sgarbi, è convinto che alla fine questo gli gioverà.

VELTRUSCONI
La nuova chimera era citata soprattutto agli inizi della campagna, quando i due contendenti ancora tiravano di fioretto, oggi sembrano spararsi cannonate e la fusione ideale in un’unica creatura irreale sembra meno affascinante per i cantori di epica elettorale. Continua a usarla Casini.

ZERO (VIRGOLA)
I grandi su un punto almeno sono d’accordo: entrambi si raccomandano di non disperdere il «voto inutile» con atti non finalizzati a votar loro. Scegliere un partito piccolo, spiegano, favorisce gli avversari. Ma sui «piccoli» (vedi alla voce «Nanetti») però si fanno i conti per Senato e voto disgiunto.

Annunci

0 Responses to “L’alfabeto elettorale”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
aprile: 2008
L M M G V S D
« Mar   Mag »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  

Blog Stats

  • 38,177 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: