Poesia a Palazzo Madama

Questa è la poesia letta da (Pablo) Mastella all’inizio del suo intervento in Senato ieri 24 Gen. L’ha attribuita a Pablo Neruda e la rete si è scatenata. Si è scatenata per far sapere, almeno così scrivono in tanti, che la poesia è di tale Martha Medeiros. Comunque, Paolo o Marta per me pari sono. La poesia mi piace, ma mi piace tutta e penso che piaccia a tutti. Fino all’ultimo verso, però.

Sta di fatto che Mastella nel leggere la poesia (qui c’è l’audio e il video) ha letto tutti i versi che non si possono non condividere. Però, non so se è stata la fretta o per evitare un clamoroso autogol, ha lasciato sul foglio l’ultimo verso che mi sembra il più importante. Non a caso chiude la poesia.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Lentamente di Pablo Neruda (o forse no…)

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

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