Il gioco del Cavaliere

(14 Gen 08)

Lucia Annunziata

Partita a doppio binario

Tornato da Antigua, Silvio Berlusconi ha rilanciato il tema che più gli sta a cuore: la Concordia Nazionale, la voglia e la necessità di sostenere la sinistra che vuole fare un ampio accordo, ha detto, «per salvare il Paese». Con lo stesso respiro ha però subito aggiunto, in merito alla prospettiva di approvare in poco tempo la legge Gentiloni sulla Tv, un: «Certo, se poi vogliono fare leggi criminali, è ovvio che non ci sarà nessun accordo». Ma a che gioco gioca Forza Italia? La legge Gentiloni non solo è uno dei punti più rilevanti del programma del centro sinistra, è parte della sua identità agli occhi degli elettori. Berlusconi certamente non può immaginare che il dialogo sulla legge elettorale valga per la sua controparte questo sacrificio. Dunque, torniamo alla domanda: a che gioco gioca Forza Italia?

Se usciamo un attimo infatti da questa sorta di ipnosi in cui il Palazzo è precipitato discutendo della riforma elettorale e allarghiamo lo sguardo a tutte le vicende italiane che segnano questi ultimi mesi, l’operato dell’opposizione assume i caratteri di una offensiva molto articolata e, aggiungo, molto di successo. Una sorta di doppio binario, in cui da una parte si gioca sul tavolo del negoziato, e dall’altro si gioca sotto il tavolo, con la acutizzazione dello scontro.

Di questa doppia tattica possiamo persino, credo, indicare l’inizio: la morte di Giovanna Reggiani a Roma. L’opposizione insorse allora contro la sinistra, contro Veltroni, e contro i Rom, in un unico movimento.

Fini si reca sul luogo del delitto, come poi ha fatto pochi giorni fa a Napoli per la spazzatura; la parola «vergogna» rientra nel lessico politico del centro destra (prima usata quasi sempre dalla sinistra estrema); iniziano le prime vere mirate richieste di dimissioni, il tutto mescolato a una forte campagna contro gli immigrati e sulla sicurezza. Nelle piazze spuntano i primi gagliardetti, annunci di scontri, le prime promesse di rivolta sociale. Legittime naturalmente sono le manifestazioni (quelle nazionali di protesta, quella di Napoli, e tutte quelle che volete) e legittima è l’indignazione e la denuncia. Ma qui parliamo di un aspetto molto più limitato e pericoloso: la tentazione di usare la piazza per mettere in ginocchio la politica. Chi ricorda Reggio Calabria? Nulla forse c’è di così grave, ma alla campagna sulla insicurezza sociale, seguono le proteste i tassisti di Roma, con cui viene piegata la città oltre al suo sindaco, e poi la rivolta degli autotrasportatori guidati da un uomo di Forza Italia, che fa risorgere nei più vecchi la memoria del Cile. Esageriamo? Possibile. Ma in questi giorni abbiamo visto tutti negli scontri a Cagliari, nell’assalto alla casa di Soru, le bandiere di Alleanza Nazionale, e, in Lazio, di Forza Nuova; e a parte Casini, che ha detto con chiarezza «mi vergogno di aver visto le bandiere dell’Udc sotto la casa di Soru» non abbiamo sentito pentimenti.

Che l’Italia viva un passaggio difficile, è indiscusso. Che ci siano errori e malumori popolari che ricadono sul governo, non c’è dubbio. Ma che da parte della opposizione ci sia la voglia di fomentare la rivolta sociale, mi sembra indubbio. Del resto, l’ha sempre fatto anche la sinistra a suo tempo, contro Berlusconi – ma alla sinistra è stato sempre chiesto di prendere le distanze chiare e nette su queste derive. Forse potremmo aspettarci oggi uno stesso rigore – che però non notiamo – dall’opposizione.

L’asta del livello dello scontro è stata alzata, del resto, anche e parecchio sul terreno culturale. Dal momento in cui Veltroni è stato eletto, il centro destra ha tentato di entrare nel percorso iniziato dal centro sinistra per influenzarlo: ricorderete che il dibattito sul partito liquido o degli iscritti, è stato lanciato e gestito (anche per la sinistra) dal Foglio e sul Foglio. Così come dal Foglio e sul Foglio è partita la moratoria sulla 194, che sta avendo un profondo impatto, aggregando un nuovo fronte cattolico, approdando rapidamente in Parlamento attraverso uomini di FI come Bondi, e mettendo in crisi profonda l’alleanza fra cattolici e laici dentro il Pd. La visita di Ferrara, due giorni fa, al comitato Statuto del Pd, uno dei luoghi, si immagina, più riservati di un partito, è stata la rappresentazione perfetta di questa dinamica di «forzatura» delle porte di una intera area politica.

Infine l’intervento di Berlusconi oggi, sulla legge Gentiloni, dietro cui c’è sempre la legge sul conflitto di interesse. E non è finita: mercoledì è annunciato un importante discorso del leader di Forza Italia in Parlamento, dove non parla dal luglio del 2006. Secondo anticipazioni di «Libero», solleverà il tema della giustizia e delle intercettazioni, farà denunce, aprendo così un nuovo fronte.

Mi pare indubbio, mettendo tutti questi avvenimenti in fila, che Silvio Berlusconi sta giocando in maniera molto articolata. Ed è una tattica, oltre che di successo, intelligente. Come tutti sanno, in ogni guerra, dal Libano, all’Iraq, al Vietnam, nel momento in cui si profila un accordo si apre la fase più crudele. Mettere in ginocchio il proprio avversario è infatti condizione indispensabile per ottenere il massimo possibile al tavolo delle trattative.

Quello che sorprende è la mollezza, la mancanza di focalizzazione e di chiarezza, con cui la sinistra si fa speronare e spaccare da queste offensive. Se negoziato deve esserci (e tutti lo vorremmo) al momento pare che solo Berlusconi ne abbia in mano il capo.

Annunci

0 Responses to “Il gioco del Cavaliere”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
gennaio: 2008
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Blog Stats

  • 38,177 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: