Sarkò, il signore degli anelli

(10 Gen 2008)

Stefania Miretti
Carla Bruni ieri ha scoperto che il vistoso anello rosa di Christian Dior (serie «Coeur Romantique», oltretutto) ricevuto in dono dal promesso sposo Nicolas Sarkozy è un multiplo. Perfettamente identico (ci si sforza qui di pensar bene) a quello che l’ex prima signora di Francia Cécilia Ciganer-Albéniz sfoggiò lo scorso luglio in una delle ultime apparizioni pubbliche a fianco del Presidente.

Donna fortunata, la Bruni. Gli uomini sono fissati coi multipli, per saperlo non è necessario aver visto «In the cut», istruttivo film di Jane Campion in cui un serial killer adesca le sue vittime offrendo a tutte lo stesso anello di fidanzamento, basta essere un po’ in confidenza con un gioielliere; ma non sempre si tratta di brillanti: le più si sono limitate a scoprire di avere in comune con le ex di lui un nomignolo (dai più ordinari «topo» e «stellina» fino a vezzeggiativi assai ricercati, logico se poi uno li ricicla), una canzone («la nostra canzone»), un luogo («il nostro rifugio segreto»). Gli uomini sono fissati coi multipli, e quelli con poco tempo libero, tipo i premier, di più.

Si racconta che Silvio Berlusconi regalasse la stessa collana di perle nere alle simpatizzanti in visita ad Arcore, si sa per certo che le parlamentari azzurre stanno ultimando tutte quante la stessa parure e si maligna che dietro il successo di un concessionario lombardo, premiato come venditore dell’anno, più che l’intraprendenza commerciale ci fosse la praticità del cadeau seriale.

Però. Un conto è trovare una vecchia lettera indirizzata a un «topo» precedente, farsi consolare dalle amiche che ci sono già passate (tutte) e ingoiare il rospo; un conto sono le fotografie scodellate in mondovisione, l’ingrandimento degli anulari sinistri di Carlà e Cécilia ornati dello stesso, e già di suo lievemente imbarazzante, gioiellone a forma di cuore.

Ecco, più che un rospo, qui si tratta d’ingoiare un tir. Con rimorchio, tenendo conto dei precedenti: la sospetta somiglianza tra vecchia e nuova inquilina dell’Eliseo; la scelta di Petra per il primo week-end ad altissima visibilità, purtroppo sulle orme d’una celebrata scappatella di Cécilia; e soprattutto del fatto, questo sì imperdonabile, che «l’anello di fidanzamento» non fosse uno e pazzesco, ma due di valore medio, e complessivamente inferiore alla cifra sborsata da Carla per il Patek Philippe di lui: oltre al multiplo da 19.600 euro (sempre non si tratti d’un riciclo), ci sarebbe infatti pure un modello «Cupidon» da 18.500.

E d’accordo che anche l’amore è un multiplo, ma che grezza! Anche senza arrivare a eccessi romantici tipo utilizzi alternativi del pesante «Coeur Romantique», col rischio di arrivare seconda anche nel lancio dell’anello, ce n’è abbastanza perché una ragazza decida di girare sui tacchi. Che nel caso della Bruni, impaperinata da settimane, significa innanzitutto rimetterseli. Peccato che pure questo l’abbia già fatto Cécilia.

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