Il passo doppio Prodi-Veltroni

(18 Nov 07)

Eugenio Scalfaro
Giovedì 15 novembre, alle ore 22.30 il quadro elettronico nell’aula del Senato ha registrato l’approvazione della legge finanziaria (senza voto di fiducia) con una maggioranza di quattro voti. Venerdì 16 novembre Walter Veltroni ha presieduto una riunione alla quale erano stati invitati i rappresentanti di tutti i partiti per discutere le riforme istituzionali e una nuova legge elettorale.

Gli invitati c’erano tutti. I rappresentanti di Forza Italia hanno opposto il solito “niet” all’apertura del dialogo. Fini, Casini e Maroni per la Lega, si sono dichiarati disponibili.

Prodi dal canto suo, nell’intervista rilasciata ieri a Ezio Mauro, ha sponsorizzato l’iniziativa di Veltroni ed ha lanciato un appello al paese e a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, per collaborare alla fase delle grandi riforme che ora, dopo il varo della Finanziaria, è finalmente possibile aprire.

Chi dava il governo per morto dovrà ancora una volta ricredersi. Chi critica, impropriamente, il voto dei senatori a vita e lo sottrae dal risultato numerico, arriva tuttavia alla conclusione che la maggioranza, sia pure con un solo voto, è ancora lì mentre l’opposizione, subito dopo la sconfitta parlamentare, si è spaccata in due: da una parte Berlusconi e Storace, dall’altra – pronti al negoziato – An, Udc, Lega.

Questo è dunque lo stato dei fatti. Il negoziato sulle riforme andrà avanti speditamente con un’alta probabilità di successo. Ai nastri di partenza i pilastri sui quali si cercherà di costruire una buona legge elettorale sono condivisi da tutte le principali forze politiche: il principio della proporzionalità che evita le “ammucchiate” non omogenee tra forze politiche di diversa e spesso opposta identità culturale; il principio della governabilità; il rifiuto del premio di maggioranza; il principio d’un rafforzamento dei partiti di maggior dimensione numerica implicito sia nel modello tedesco sia in quello francese, in quello britannico e in quello spagnolo.
il doppio passo prodi-veltroni

Maggiori poteri al primo ministro e poteri di controllo più penetranti al Parlamento. Senato federale.
Questa è la piattaforma condivisa. Ora bisognerà chiarire qualche punto controverso e passare dai principi alle norme, operazione non facile ma nient’affatto impossibile.

Se non vi saranno incidenti di percorso il lavoro potrebbe compiersi entro luglio o entro ottobre al più tardi.

Comunque in tempo per le elezioni europee del 2009, alle quali potrebbero essere abbinate quelle politiche.
Ma c’è l’incognita Dini e – al seguito – l’incognita Bordon. Vorranno impedire con i loro cinque voti che questa strategia si compia? E potranno farlo?

* * *

Voci maliziose quanto anonime sussurrano di un vero e proprio contratto che sarebbe stato stipulato tra Dini e Berlusconi. Personalmente non ci credo. Non per ragioni di tempra morale che, per quanto riguarda il secondo, sarebbe rischioso invocare, ma per quanto riguarda Dini per ragioni di convenienza. Vendersi l’anima? Essere schiavo per tutta la vita? Non è credibile. Convenienza politica allora? Ma quale?

Elezioni nel 2008 non ci saranno. Se il governo entrasse in crisi nei prossimi mesi ce ne sarà un altro “di scopo”: per attuare le riforme istituzionali e una nuova legge elettorale. Sarebbe sostenuto dal Partito democratico ed anche da Fini Casini e dalla Lega.

Se la crisi fosse provocata da Dini evidentemente non potrebbe esser lui a presiederlo né ad insediarsi in un ministero importante. Dovrebbe dunque aspettare le elezioni future quando saranno. Campa cavallo. E con un futuro quanto mai incerto. Non si vede alcuna convenienza in questa strategia.

Dini ha in mente, se la crisi comunque ci fosse, di ricavarsi uno spazio politico radunando i liberl-moderati.

Non sono moltissimi i liberal-moderati e sono già sotto varie bandiere: Casini, Tabacci, Mastella. Anche Rutelli.

Anche una parte dei Popolari. Fuori ruolo anche Pezzotta.

Ma sono divisi e difficilmente accorpabili. Ciascuno segue un proprio vessillo e un proprio leader. Nessun leader di questi raggruppamenti cederebbe il suo posto a Dini.

La sua sola convenienza è restare dov’è acquistando più spazio e più peso, se potrà.

Può darsi che questa analisi sia sbagliata. Può darsi che Dini faccia un colpo di testa. Francamente non mi pare il tipo ma non si può escluderlo. Staremo a vedere e non ci sarà molto da aspettare perché per votare a marzo-aprile quel colpo di testa bisognerà farlo non oltre febbraio.

* * *

Restiamo tuttavia ancora per qualche riga al tema del mercato politico così vivacemente sollevato nella sua dichiarazione di voto al Senato dal capogruppo dei Democratici, Anna Finocchiaro.

A dibattito già chiuso domandò la parola il senatore De Gregorio, presidente della Commissione Difesa, eletto nelle liste di Di Pietro e trasmigrato dopo breve tempo allo schieramento di centrodestra.

Il presidente Marini gli chiese quale fosse il tema sul quale voleva intervenire. Rispose che voleva controbattere le parole “infamanti” della Finocchiaro. Nei due minuti che gli furono concessi riempì di insulti la senatrice affermando che quanto a lui aveva la coscienza a posto, a prova di bomba. Tutti capirono che si trattava di una autodifesa anche se la Finocchiaro non aveva fatto alcun nome.

Perché dunque l’intervento di De Gregorio? Parecchi giornali hanno pubblicato qualche tempo fa una notizia desunta dall’analisi dei bilanci dei partiti depositati in Parlamento. È risultato che una cospicua somma fu versata da Forza Italia ad un’associazione-partito fondata da Di Gregorio. Il versamento seguì di poco il piccolo ribaltone personale del medesimo. La notizia è stata pubblicata da “24 Ore” e poi da “Repubblica” e dal “Corriere della Sera”. Bisognerebbe approfondirla.
Forse è soltanto la punta di un “iceberg”.

* * *

Abbiamo già segnalato la stretta sequenza tra l’approvazione della Finanziaria e l’iniziativa di Veltroni di aprire il confronto su riforme e legge elettorale tra tutte le forze politiche. Questa iniziativa apre la stagione del nuovo partito e del suo segretario. Il fatto nuovo è questo: il Partito democratico ha dettato per la prima volta l’agenda politica dei prossimi mesi. Prima ancora di farsi le ossa l’iniziativa è ora nelle sue mani.

Intanto si sono insediati o stanno per esserlo alcuni suoi organi nell’ambito della Costituente: una segreteria provvisoria, una direzione provvisoria, la commissione per lo statuto, la commissione per il programma.

In particolare l’indicazione dei valori e delle strategie per tradurre quei valori in atti politici.

Il dibattito attorno a questi temi parte da una domanda: qual è il fondamento del nuovo partito? L’unione di due culture, quella socialista e quella cattolico-democratica?

Oppure qualche cosa di più e di più complesso? Elementi di liberalismo? Elementi di liberismo economico? È un partito che guarda a sinistra o che guarda piuttosto al centro?

Liberale di sinistra? Reincarnazione post-moderna del Partito d’azione?

Questo dibattito merita di esser seguito con attenzione. Mi permetto di dire la mia opinione di testimone interessato.

Io penso che il fondamento del Pd sia quello di avere come punti di riferimento le opportunità positive offerte dal processo di globalizzazione mondiale, i pericoli che esso comporta, i diritti che suscita e i doveri che si accompagnano ad ogni diritto, la necessità di garantire a tutti l’efficienza dei servizi pubblici indivisibili, a cominciare dalla scuola, e poi dalla sanità dall’assistenza dalla formazione dalla ricerca dalla giustizia rapida dall’inserimento dei giovani. Una pubblica amministrazione efficiente e snella. Ammortizzatori sociali adeguati.

Sicurezza. Meno Stato e più società. Mercato libero da monopoli e corporazioni. Manutenzione attenta della libera concorrenza.

Sono parole? Tante, troppe volte ripetute e scarsamente e spesso raramente attuate. Ebbene, il nuovo partito dev’essere il cane da slitta e da guardia di quelle parole, del loro autentico significato, della loro duratura attuazione. Cane da slitta per portare avanti il carico e da guardia per custodirlo. Per concludere con un’immagine direi che dovrebbe essere un partito che viene da sinistra e guarda in avanti.

Ho letto pochi giorni fa sul “Corriere della Sera” un articolo di Pietro Ichino su una politica economica di sinistra liberale. Con le sue tesi concordo pienamente. Ho letto le tante pagine di Gustavo Zagrebelsky sulla democrazia e la laicità ed anche con lui concordo. E con Claudio Magris quando scrive di analoghe questioni e parla delle loro interazioni con la letteratura. Ho letto le riflessioni del professor Toniolo sulla politica economica necessaria nell’Italia e nell’Europa di oggi. Infine Ilvo Diamanti e le sue analisi sui giovani e la politica.

Ricordo ancora i convegni degli “amici del Mondo” che fornirono all’allora nascente centrosinistra la base culturale della sua politica. È un buon esempio da tener presente. Gli autori che qui ho citato a titolo di esemplificazione confermano l’esistenza di un deposito culturale ed etico-politico di prim’ordine con cui il nuovo partito dovrebbe attingere e che darebbe agli italiani maggior sicurezza e fiducia nel futuro.

* * *

Credo doveroso che l’opinione pubblica esprima gratitudine – al di là delle convinzioni politiche – a quei senatori a vita che si sono sobbarcati ad una scelta di campo non per sostenere un governo ma per assicurare al paese quel minimo di stabilità possibile nelle condizioni esistenti, evitando rischiosissime avventure. Spesso sono stati ricoperti di insulti che hanno affrontato con dignitosa sopportazione.

Nel loro comportamento non c’è e non ci poteva essere alcun tornaconto e alcun calcolo personale né retropensieri di sorta né capricciose meschinità da soddisfare ma soltanto il diritto-dovere di salvaguardare le istituzioni e il tessuto connettivo della nostra società.

Ne faccio i nomi: Andreotti, Ciampi, Colombo, Levi Montalcini, Scalfaro. Ad essi il nostro rispettoso saluto e augurio di buona vita.

Annunci

0 Responses to “Il passo doppio Prodi-Veltroni”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
novembre: 2007
L M M G V S D
« Ott   Dic »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Blog Stats

  • 38,154 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: