Il ciondolo del Cavaliere e gli «ingioiellati moderati»

(18 Ago 07)

Maria Laura Rodotà
Il ciondolo misterioso beffa i maschi italiani (con braccialetto)

Prima tycoon, poi premier, poi caricatura estrema ed estremista degli stessi italiani che per anni lo hanno ammirato, Silvio Berlusconi con il suo ciondolo e i suoi smeraldi (dettaglio smentito allo stadio) rischia oramai di danneggiare i suoi molti fans. E non quelli che— direbbe Harry Potter— sono dediti alle Arti Oscure, l’evasione fiscale, i falsi in bilancio, i sospetti rapporti finanziari con organizzazioni poco legali, e altro. Quelli che, spesso onesti, spessissimo simpatici, coltivano qualche vezzo che i più malmostosi trovano burino. La vacanza rumorosa con feste casino e scherzi, per dire; un po’ di buffo gallismo; e ora, notizia più recente, la passione nazionale maschile per la bigiotteria. Che, negli anni, era stata lentamente sdoganata: un braccialetto qua, una catenina là, una collanina per i più giovani, un cerchietto per i calciatori. Le italiane— anche quelle malmostose—avevano imparato ad accettarli, a trovarli innocui, a ignorarli per benaltrismo (ben altri, suvvia, possono essere i difetti dei nostri ragazzi). Ma dall’altro ieri è tutto più difficile. Insomma, di braccialetti-collanine-ecc. se ne vedevano talmente tante da non farci più caso. Ora no, dopo le foto della festa di Anna Betz (che i romani ricordano con affetto per i cartelloni “Bettazzi Anna-gli immobili firmati” con foto di lei fatale, diffusissimi negli anni Novanta) qualunque uomo con monile fa immediatamente pensare al Berlusca con laccio impreziosito al collo. E non è giusto. Non si può fare di ogni erba un fascio. Ornarsi di lacci e bracciali (possibilmente non insieme) è diverso dall’intrattenere gli ospiti con finte eruzioni vulcaniche, finte pizzerie e gelaterie in villa durante feste che distruggono anche Emilio Fede, annunci ferragostani di acquisto della Dc. Per impossibilità economica, o per scelta. A pensarci, era meno dannosa la bandana di due anni fa, caso strumentale (per mascherare il fresco trapianto di capelli) e isolato, che causa ridicolaggine non ha fatto moda. Stavolta è successo il contrario. Silvio B. ha preso una moda radicata, l’ha esagerata, e ora per colpa sua si rischia il ridicolo. Val la pena di essere solidali con gli ingioiellati moderati, non c’è che dire (ma Boldi? Cosa accidenti si dovranno inventare adesso Massimo Boldi e tutti quelli che fanno i film di Natale, se Berlusconi ogni agosto e non solo ad agosto supera qualunque loro idea? C’è da essere solidali anche con loro, stavolta).

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1 Response to “Il ciondolo del Cavaliere e gli «ingioiellati moderati»”


  1. 1 riccardo zani agosto 19, 2007 alle 11:42 am

    la “signora rodotà” dimentica sempre da dove viene e di chi è figlia, salvo poi ricordarsene per queste scemenze. è qui che si vede la vera invidia e la grande differenza fra chi può e chi no. mentre berlusconi può permettersi certe uscite e passare per “burino che fa moda”, la signora sarebbe solo “ridicola” e nessuno la noterebbe. saluti


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