Tanta nostalgia del mondo reale

(29 Lug 07)

Maurizio Cucchi
Sono cambiate le cose, sono cambiati gli oggetti, siamo cambiati noi… Considerazioni forse ovvie, ma in fondo necessarie per capire meglio in quale realtà ci veniamo a trovare. Francesca Rigotti, filosofa e saggista, ci ricorda, nel suo interessante e vivo Il pensiero delle cose (ed. Apogeo, pp. 82, e8), che «oggi non siamo più circondati da cose bensì da copie di cose, da simulacri dei quali si è perso l’originale.

La retorica della postmodernità rincara la dose spiegando che le cose non sono più primarie e che occuparsene è segno di un atteggiamento nostalgico che vorrebbe preservarle dalla sparizione». E mentre batto queste righe osservo sullo schermo del computer le cosiddette icone, quei buffi disegnini come le forbici, la scatolina per la colla, un libro aperto. Cose, appunto, che non ci sono in realtà, cose che rappresentano funzioni che potrebbero essere indicate in modo astratto o matematico. Eppure sono oggetti di cui si sente nostalgia, perché abbiamo una forte nostalgia di realtà, e dunque nostalgia di un’esperienza fisica diretta, dentro il mondo. Così, eliminate le cose nella loro fisicità reale, compiamo il gesto di elevarle a icone…

Ma le cose, come ricorda la Rigotti, nel suo andare filosofando anche nel quotidiano, non sono sparite, lo vediamo. Anzi, siamo in fondo sempre più circondati da oggetti, da cose luccicanti e da montagne di immondizia. Cose, però, profondamente cambiate.

Un tempo i nostri oggetti erano porosi e opachi ma sapevano moltissimo assorbire dei nostri affetti, della nostra storia, della nostra esistenza e di quella delle persone amate o che non c’erano più. Gli oggetti erano fatti per durare, per fornirci una loro testimonianza solo in apparenza muta. C’era, appunto, una sorta di «pensiero» nelle cose, un pensiero che ci comunicava storie e ci offriva l’immagine e l’idea di un rapporto diretto con il mondo. Oggi le cose, gli oggetti della nostra vita non sono più realizzati per essere tenuti da conto, per farsi conservare ed essere memoria. Sono fatti, lo sappiamo bene, per essere sostituiti e gettati senza neppure, dopo tutto, essere stati davvero consumati.

Nella società dei consumi, le cose non si consumano più; si prendono, si guardano e ben presto si buttano nella spazzatura. In questo modo non ci lasciano nulla da conservare dentro di noi, che proprio per questo ci sentiamo sempre più vuoti e più banali. Oggetti a nostra volta, fungibilissimi, da rimpiazzare in fretta.

Annunci

0 Responses to “Tanta nostalgia del mondo reale”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




PD podcast

Per abbonarsi al podcast Copia il link associato a questa immagine in un aggregatore tipo iTunes, Juice, FeedReader....
Sottoscrivi il podcast nello store di iTunes... Su iTunes

Feed RSS

Per abbonarsi al podcast
luglio: 2007
L M M G V S D
« Giu   Ago »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Blog Stats

  • 38,191 hits
website counter

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: