Stupratori a carico del comune

(22 Lug 07)

Lorenzo Mondo
A chiedere le dimissioni del sindaco di Montalto di Castro dovrebbe essere l’intero paese che lo ha eletto, non i rappresentanti di partiti e di istituzioni a livello centrale. È un dato di fatto scoraggiante, che di per sé getta luce su un diffuso degrado morale e civile. Il sindaco è quello che ha fatto approvare una delibera con la quale si garantisce un sostegno economico a dei ragazzi, accusati di stupro collettivo ai danni di una coetanea, per un totale di 35 mila euro. Si è giustificato affermando che le famiglie non sono in grado di affrontare le spese legali e che gli indagati hanno diritto a «un giusto processo», trattandosi inoltre di minorenni che devono essere in ogni caso recuperati. E che intanto, attraverso l’elargizione di denaro pubblico, si sentono confortati, a differenza della ragazza violentata, dall’abbraccio della loro comunità.

L’ovvia obbiezione alle parole del signor Salvatore Carai è che esistono avvocati d’ufficio, sufficienti a utilizzare le scappatoie di una legge che nella fattispecie non può definirsi particolarmente affliggente. Ma l’amara lezione che si può trarre dalla vicenda esula dalle pure considerazioni tecniche. Riguarda piuttosto la propensione a un perdonismo impudente (magari il microfono gettato in faccia ai parenti di un ammazzato per sentire come la pensano). Anche se qui si pretende di suggerire il perdono prima ancora che la sentenza sia pronunciata, senza tenere conto delle ragioni e delle sofferenze della parte lesa. In altre parole, ancora una volta si dimostra una maggiore sensibilità per i colpevoli, neppure sfiorati da un’ombra di pentimento, che per le vittime.

Un ulteriore aggravio per la sconsiderata decisione del primo cittadino (una qualifica che dovrebbe far arrossire i cittadini secondi e terzi) sarebbe, se confermata, l’informazione che nel turpe episodio è implicato un suo nipote. Quel comportamento non poteva fare a meno di essere sanzionato duramente da ogni parte politica. Eppure il mirocosmo di Montalto offre l’indizio di un costume che pervade i gangli dell’intera società. Il familismo amorale, l’abuso del pubblico potere, l’indulgenza per chi delinque: dove starebbe la novità? A ben pensarci, la brancolante autodifesa del sindaco potrebbe partire baldanzosamente da qui.

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1 Response to “Stupratori a carico del comune”


  1. 1 stefano luglio 26, 2007 alle 1:33 am

    Salve, prima di commentare tanto pesantemente un fatto non sarebbe male informarsi su cosa sia effettivamente accaduto.
    Per pura prigrizia, ma anche perche’ sono le 2 del mattino, incollo qua un articolo che ho scritto in risposta alle dichiarazioni delle responsabili del coordiamento donne cgil cisl uil.
    saluti
    ######################
    Salve,
    vi scrivo per aprire una riflessione sulle dichiarazioni riportate su http://www.lazio.cgil.it il 19/07/2007
    con l’articolo intitolato “stupro montalto di castro” contenente dichiarazioni
    di Anna Maria Cubeddu, Giustina Rondinelli, Rosella Giangrazi
    Prima di dichiararsi “allibite” sarebbe bene, proprio per la posizione che ricoprite nell’ambito delle pari opportunita’
    e del sindacato, informarsi sui fatti: affermate infatti “da quanto leggiamo dalla stampa” ed e’ proprio qui il problema e, scusatemi, la
    leggerezza.
    Dovreste sapere che di solito -purtroppo- i fatti riportati da quotidiani e telegiornali non sono fatti ma opinioni,
    punti di vista e nella migliore delle ipotesi contengono inesattezze fuorvianti.
    Sostenete inoltre che il sindaco deve “riflettere sull’inciviltà del proprio gesto”.
    Posso informavi senza possibilità di smentita che il Sindaco di Montalto di Castro ha dato l’autorizzazione al
    contributo, che non e’ a fondo perduto, in seguito ad una richiesta ufficiale dei servizi sociali. Questo contributo
    e’ previsto per legge proprio nel caso di persone minorenni accusate.
    Pertanto se e’ colpevole il sindaco lo sono ancor più’ i servizi sociali che lo hanno instradato.
    A mio avviso essere di sinistra o di centro significa proprio usare la testa e ragionare ancora piu’ sulle cose
    quando ci si trova di fronte a casi tanto delicati.
    Nel caso in cui i ragazzi venissero riconosciuti colpevoli,
    dovranno (mi si permetta) giustissimamente e fortissimamente pagare per l’oltraggio
    che hanno recato alla giovane e direi anche all’immagine del Comune.
    Ma fin quando la presunta democrazia italiana reggerà, sarà bene attendere il giudizio
    della magistratura (ci vuole troppo? allora sosteniamola).
    A scanso di equivoci anch’io, nonostante sia un maschietto , offro il massimo della solidarietà alla giovane
    in quanto sono in grado di comprendere la gravita’ di una violenza fisica che comunque rimarrà nel tempo
    come violenza psicologica.
    Ma non per questo posso affermare che i ragazzi siano necessariamente colpevoli
    poiché, fortunatamente, non ne ho l’autorità. posso ed ho una mia visione dei fatti
    ma ,nonostante io abbia un ruolo nella società piuttosto misero rispetto al vostro,
    ho l’accortezza di esprimerla con correttezza verso la ragazza ed i ragazzi e verso la comunità
    proprio per rispetto verso tutti gli interessati al fattaccio.
    Mi fa veramente impressione la violenza e la cattiveria che manifestate verso un sindaco
    che vive il suo territorio e, per giunta, rispetta la legge e la applica.
    Nota a margine ma neanche troppo: ho letto su vari siti, ma non l’ho trovato nelle vostre dichiarazioni,
    che sarebbe stato opportuno perlomeno dare il contributo anche alla ragazza: non e’ possibile perché, essendo l’accusatrice minorenne,
    il nome non e’ divulgabile se non dietro indicazione dei servizi sociali, per motivi di riservatezza . Ed in questa
    occasione e’ stato preferito tutelare la privacy della giovane
    Per fare un po’ di chiarezza vi allego un articolo scritto da una cittadina montaltese tratto da http://www.maremmaoggi.com:
    ##########
    […]
    E’ selvaggio, arretrato e privo di ogni minima conoscenza del delicato universo minorile, il modo ignorante di trattare questa vicenda.
    Il Codice di Procedura Penale è stato riformato con il D.PR 488/1988 per dare vita ad un processo penale minorile che sia in grado di rispettare le esigenze educative E FAVORIRE IL RECUPERO SOCIALE DEL MINORE, questo nuovo processo ha tra le molteplici finalità quella di evitare la stigmatizzazione del minore per scongiurargli il rischio di essere additato e denigrato, fenomeno, questo, che lo traumatizzerebbe al punto tale da compromettere seriamente il suo futuro sviluppo psichico-mentale
    […]
    ################
    Spero di avervi aiutato ad avere qualche idea un po’ piu’ chiara sull’accadimento e vi porgo
    Distinti saluti
    Stefano
    Porto delle Nebbie


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