Riforma delle pensioni: ecco cosa succederà

(20 Lug 07)

Domenico Comegna

Il provvedimento prevede un sistema misto di scalini e quote per andare in pensione
Dal 2008 e fino al giugno 2009 per ottenere la pensione di anzianità, oltre ai 35 anni di contributi, occorrerà aver compiuto anche 58 anni di età. Dal 1° luglio del 2009 saranno introdotte le cosiddette quote, ossia la possibilità di sommare il requisito anagrafico (non inferiore a 59 anni) con quello contributivo, partendo da quota 95. Le donne continueranno ad andare in pensione di vecchiaia una volta raggiunti i 60 anni; mentre dal 2010 saranno rivisti al ribasso i coefficienti che trasformano in pensione la somma accumulata durante la vita lavorativa per chi avrà la pensione con il calcolo contributivo. E’ questo, in sintesi il quadro che emerge dalla lunga trattativa governo-sindacati svoltasi nella notte tra giovedì e venerdì.
LE QUOTE – La proposta del governo e accettata dai sindacati prevede l’innalzamento di un anno (58 i dipendenti e 59 gli autonomi) della soglia anagrafica per un periodo di 18 mesi, seguita dal 1° luglio del 2009 dall’introduzione delle famose quote. In altre parole, fermo restando l’introduzione delle due nuove finestre stabilite con la riforma Maroni (mentre si studia affinché restino le attuali 4 finestre per chi si pensiona con 40 anni di contributi), dal 2008 la pensione di anzianità si potrà ottenere combinando:
– 35 anni di contributi e 58 anni di età (59 artigiani e commercianti) dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009;
– raggiungendo quota 95 (con età non inferiore a 59 anni i dipendenti e 60 gli autonomi) dal 1° luglio 2009 al 31 dicembre 2010;
– raggiungendo quota 96 (con età non inferiore a 60 anni e 61 gli autonomi) dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012;
– raggiungendo quota 97 (con età non inferiore a 61 anni i dipendenti e 62 gli autonomi) dal 1° gennaio 2013.
Prima di far scattare la quota 97, sarà effettuata una verifica della spesa, per cui potrebbe, se le cose vanno bene, rimanere la quota 96 anche dopo il 2013. Inalterati, infine, il requisito alternativo dei 40 anni di contribuzione, che prescinde dall’età anagrafica, e i requisiti richiesti per coloro che svolgono lavori usuranti (verrà stilato un apposito elenco di queste attività per le quali si pensa siano interessati 1,4 milioni di lavoratori), i quali continueranno ad accedere al pensionamento anticipato combinando 57 anni di età e 35 di contributi.
DONNE E GIOVANI – Nulla di nuovo sull’età di vecchiaia per le donne che resta quindi fissata a 60 anni. Anziché la paventata ipotesi di portare la soglia anagrafica gradualmente a 62 anni, per le lavoratrici si è scelta la possibilità (da definire) di introdurre delle «finestre» di uscita programmata, come da tempo avviene per la pensione di anzianità. Un marchingegno per ritardare di 3 o 6 mesi l’effettivo pagamento dell’assegno pensionistico. Dal 2010, infine, scatteranno i nuovi coefficienti di trasformazione utilizzati per il calcolo della pensione con il metodo contributivo, la pensione che percepiranno i giovani, coloro cioè che hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996 in poi. Non si tratta di una vera e propria novità, in quanto già la legge Dini del 1995 ne prevedeva la revisione ogni 10 anni, sulla base dei risultati dell’andamento demografico. Cosa che nel 2005 non è però avvenuta. I nuovi coefficienti, messi a punto dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale già nel luglio del 2006 e che saranno rivisti automaticamente ogni tre anni, prevedono la riduzione del 6-8% di quelli attuali.

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4 Responses to “Riforma delle pensioni: ecco cosa succederà”


  1. 1 moreno luglio 2, 2009 alle 7:27 pm

    Ho iniziato a lavorare a 16 anni in modo ufficiale (cioè a libretto) presso la catena di montaggio di un calzaturificio.
    Naturalmente ho lavorato anche prima non in regola con i contributi ( dato che gli autonomi per cui ho lavorato non me li hanno versati) facendo lavori saltuari. Ho cambiato diversi mestieri, e mentre lavoravo di giorno la sera studiavo, ho fatto dei corsi e mi sono preparato per diversi anni perchè il mio sogno era entrare nella pubblica amministrazione. Ho partecipato a diversi concorsi fino a quando sono riuscito nell’intento, sono diventato un agente di Polizia Locale. Ora ho 33 anni di lavoro e 50 di età, ma vi dico che sono stanco di fare i turni, di litigare con i rom, di rincorrere i delinquenti, di essere offeso e a volte oltraggiato da ubriachi e da quanti sono irrispettosi verso le leggi e i regolamenti. Senza contare gli anni in cui ho fatto il garzone da carrozziere il camionista l’operaio per lunghi anni alla catena di montaggio. Ebbene non ho sentito nessuna voce venire dal sindacato per difendere i lavoratori precoci, e questo mi ha amareggiato, perchè non ho vissuto l’adolescenza che hanno vissuto i miei compagni, perchè nella mia famiglia (numerosa) c’era bisogno di lavorare e portare a casa lo stipendio. Nessuno sa che il capo fabbrica ti controllava e spesso ti insultava ( dato che così giovane non avevi il coraggio di reagire) se non reggevi il ritmo della catena di montaggio, e che noi avevamo paura di perdere quel lavoro che tanto serviva per aiutare la famiglia. Ora sono stanco, ed anche fisicamente, forse proprio perchè sfruttato da quando ero ragazzino,sento che non sono più come quando avevo 30 anni, e nemmeno come a 40,e questo i nostri politici lo devono calcolare. E’ giusto prestare la propria opera lavorativa in modo corretto ed impegnato, ma proprio chi ha lavorato seriamente ed ha dato molto sia fisicamente che intellettualmente, si ritrova ad una certa età non più operativo come chi ha invece risparmiato le forze; alla luce di questo vorrei chiedere ai nostri politici se hanno tenuto conto del fatto che, con la nuova riforma delle pensioni, quando la stessa arriverà a regime,la pubblica amministrazione e le aziende si troveranno con una marea di dipendenti cosiddetti anziani e poiché non si potrà assumere se questi non se ne andranno, non pensano che potrà esserci un disservizio per i cittadini ed i funzionari dirigenti che avranno a disposizione personale vecchio e magari dopo tanti anni anche demotivato? Certo gli over 50 non sono aitanti come un ventenne o un trentenne o anche un quarantenne. Credono che potrebbe esserci la necessità di svecchiare la pubblica amministrazione? Non pensano che sarebbero bastati i 35 anni di lavoro onesto per concedere il meritato riposo ad un lavoratore? Come pensano di ovviare all’inconveniente rappresentato dagli acciacchi che eventualmente dovessero presentarsi a causa dell’età? Sicuramente si spera non tacciando di fannulloneria un lavoratore che è stato spremuto a dovere per tanti anni, in particolare se è un lavoratore precoce che per esigenze famigliari ha iniziato a lavorare ancora adolescente (dato che a quei tempi, i precoci svolgevano solo lavori molto duri). Ed ancora: non potrebbe essere che, sempre a causa dell’invecchiamento del personale in servizio, si andrà in contro tendenza ed invece del calo delle assenze per malattia, possano fisiologicamente in futuro aumentare? Questo ovviamente riferito a tutti i lavoratori, sia del pubblico che del privato. Per un lavoratore pubblico e non, che ad una certa età non sarà più aitante come in gioventù,e quindi meno redditizio dal punto di vista fisico, sono previsti cambi di mansione o incarichi meno gravosi? Non credo che questo aspetto sia sfuggito ai nostri ministri e sarei contento di sapere cosa ne pensano sia loro che i nostri rappresentanti sindacali. Purtroppo su questo nessuna risposta, tutto tace,come se il silenzio potesse fare sparire il problema. E’ proprio vero che pancia piena non pensa alla vuota…..Cosa vuoi che gliene importi se noi non ne possiamo più? Anzi qualcuno dice che forse sperano di sfinirci completamente ed avere così pensioni in meno da pagare…..
    Credo che i sindacati dovrebbero promuovere manifestazioni di piazza per far valere i diritti di coloro che sono stati bambini lavoratori, purtroppo dalla pubblicità che vedo alla televisione tutti si interessano giustamente ad ostacolare il lavoro minorile, ma negli altri stati e continenti….!!! si vede che noi a suo tempo eravamo minori che non meritavano e non meritano tuttora che siamo adulti, di essere presi in considerazione!!! nessuno sconto per noi lavorare! lavorare! lavorare!! da bambino e da… grande!! peccato che chi ce lo impone spesso non sappia cosa vuol dire questa parola, e forse proprio per questo aggiungono con tanta facilità anni di lavoro sulle nostre spalle! Certo per noi non sarebbe un vantaggio scambiare gli anni lavorati da ragazzino con quelli lavorati da un uomo adulto e formato, figuriamoci così che non ci concedono neppure quello!!Non siamo animali da soma!! siamo uomini!! e dopo una vita di lavoro uomini stanchi!!
    Moreno

    • 2 Pietro luglio 13, 2009 alle 4:53 pm

      Ho compiuto 33 anni di contributi ed ho iniziato a lavorare in regola a 16 anni di età fisica fino ai 18 continuativi.
      Farei parte dei lavoratori precoci se la legge non ci avesse delegittimato e discriminato.
      Vorrei esprimere a tutti un mio giudizio; altro psicologicamente pensare, me ne andrò in pensione qualche annetto prima, visto che nei miei 16 anni di età fisica cioè da ” ragazzino ” andavo a lavorare alla zona industriale di CT col troppo freddo e col forte caldo, dovevo essere li alle ore 07,00, e dovevo alzarmi dal letto alle 05,40 per prepararmi per tutte le mie esigenze fisiche prima di partire.
      Mentre Io mi alzavo così presto visto la mia tenera età, quelli più grandi di me, la mattina si alzavano dal letto più tardi, ed io dovrò andare in pensione quando andranno costoro con tanto di rispetto; avendo iniziato a lavorare un bel pò più tardi di me; vi sembra giusto?.
      Nel contempo approfitto per ringraziare tramite questo Interessante topic, i Signori legislatori che con le loro comprensioni e considerazioni che hanno avuto verso di noi, i quali abbiamo iniziato a conoscere il sacrificio e la sofferenza del lavoro molto prima degli altri, e avendo anche dato per primi il nostro contributo per lo sviluppo e per la crescita dell’ Italia.
      Su tutta questa filastrocca c’è da tenere presente in piena considerazione, che Io e gli altri ragazzini come me, in quegli anni più belli dell’ infanzia ci alzavamo prima delle ore 6 di mattina col buio, mentre gli altri, dico quelli più grandi di Noi dormivano indisturbati nel più bello della mattinata e si stiravano le ossa nel letto fra le coperte, compresi anche quelli che ci amministrano.
      Da ragazzino mi facevo forza nell’ alzarmi per non rifarmi chiamare da mio Padre che dopo il suono della sua sveglia veniva a svegliarmi; alzati Pietro, ed io con grande forza d’ animo, anche se ragazzino quale ero, ed anche se mi veniva a mancare il riposo, con voce quasi da bambino e col sonno negli occhi rispondevo a mio Padre, si Papà mi sto alzando.
      A questo punto non riesco proprio a capire perchè Noi precoci in un’età all’epoca infantile non possiamo oggi privileggiare e godere nel potercene andare in pensione qualche anno prima di quelli che hanno iniziato a lavorare dopo di noi e goduto l’ infanzia più di Noi.
      Noi abbiamo subito un trauma che ci trasciniamo da tempo, divenendo dei lavoratori precoci: cioè lavoratori da ragazzini; iniziando a dare il nostro primo contributo, come le pecore quanto iniziano a dare la loro prima lana in modo più precoce della loro maturità, e che ormai adesso non ci viene più riconosciuto, come se il nostro sacrificio non fosse servito a nulla, per le dovute e ingiuste inconsiderazioni di questi legislatori.
      Con questo, Invito coscientemente ed umanamente a riflettere e ha cercare di prendere delle dovute e giuste azioni in un tempo spero abbastanza breve, per tutti noi reduci di precocità, e che con questa precocità di lavoro e non di divertimento che si è tatuato in noi in modo purtroppo indelebile ormai stanco come quello di un anziano, per aver iniziato a lavorare troppo precocemente.

      PER ME, NON SO SE ANCHE PER VOI, LAVORATORI PRECOCI: CIOE’ LAVORATORI DA RAGAZZINI, PER GIUSTO GIUDIZIO E PER GIUSTA CAUSA, NOI DOVEVAMO ESSERE RICONOSCIUTI ANCOR DI PIU’ E MEGLIO DEI LAVORI USURANTI CHE GODONO E PRIVILEGGIANO DI ANNI DI PREPENSIONAMENTO, PENSANDO A QUELLE NOSTRE PICCOLE E TENERE OSSICINE FRAGGILI CHE ERAVAMO.
      PERCHE’ NOI DA RAGAZZINI CI SIAMO USURATI ANCOR PRIMA E DI PIU’ DEI LAVORI USURANTI.

      DAI UN TUO PARERE SE SEI DACCORDO GRAZIE.
      PIETRO.

  2. 3 Pietro agosto 1, 2009 alle 12:09 pm

    Ciao Moreno da Piacenza.
    Sono daccordo con Te.
    Stiamo solo esprimento attraverso le parole le sofferenze delle nostre Carni.
    Che iniziarono a patire il sacrificio e la sofferenza del lavoro troppo presto e troppo precocemente.
    E non per lamentarsi, come qualcun altro possa interpretare in modo errato.
    Senza alcuna discriminazione verso costoro, i quali non appartengono a questa categoria di lavoratori; ” precoci sofferenti da bambini per la loro immaturita al lavoro “.

    Carissimo Moreno; ho alle spalle la Sofferenza, e non la bellezza di 33 anni di lavoro, alzandomi ogni mattina presto.
    Per poter essere puntuale mi alzo tutte le mattine alle ore 5,30, da quando in gergo tradotto, succhiavo il latte, e a dir poco non ce la faccio più.

    STO CONTANDO OGNI MATTINA: ANNI E GIORNI, PERCHE’ NON CE LA FACCIO PIU’, E NON VEDO L’ORA, SIA PSICOLOGICAMENTE CHE FISICAMENTE, ANCHE SE QUELLO CHE DESIDERO, CAPISCO CHE MI FARA’ INVECCHIARE DI PIU’, DI ANDARMENE IN PENSIONE PER AVER INIZIATO A LAVORARE TROPPO PREMATURAMENTE, E CHE A CAUSA DI TUTTO QUESTO NE STO PAGANDO E SCONTANTO LE PENE, CHE SONO STATE SUBITE DAL MIO ORGANISMO.
    CHE ADESSO SI RIBELLA CONTRO DI ME, PER AVERLO FORZATO E CONDIZIONATO PRIMA DEL SUO GIUSTO TEMPO.
    COME UN MOTORE ANCORA IN RODAGGIO, CHE PRIMA DEI SUOI DOVUTI TOTTI KM, VIENE FORZATO A CORRERE IN MODO PIU’ ESAGERATO DEL SUO RODAGGIO.

    SPERO CHE QUALCHE BUON ESSERE UMANO, CON TANTO DI VOCE IN CAPITOLO, POSSA RACCOGLIERE QUESTO MESSAGGIO RACCHIUSO IN BOTTIGLIA, E LANCIATO IN QUESTO GRANDE ED IMMENSO OCEANO VIRTUALE CHE E’ INTERNET, E CHE SI APPRESTI AD IMPUGNARLO, E DA BUON CONSIDEROSO ED ONESTO EROE POSSA SOCCORRERCI E SALVARCI A NOI TUTTI PRECOCI LAVORATORI.

    VISTO CHE ANCORA NEL VOCABOLARIO DI LINGUA ITALIANA, E NEL VOCABOLARIO UNIVERSALE DELLA VITA QUELLA PAROLA BELLA; CHE A VOLTE TANTI FANNO FINTA DI NON RICORDARE, MA CHE ESISTE ANCORA IN OGNUNO DI NOI; CHE E’ “LA CONSIDERAZIONE”.
    SPERANDO CHE POSSA PREVALERE, DIMOSTRANDOCI CHE ANCORA TUTT’OGGI CHE L’ESSERE UMANO, HA UN’ANIMA E UN CUORE APERTO A TUTTI, NEL PIENO RISPETTO DELLA RAGIONE.

    RIBADISCO ANCORA:
    PER ME, NON SO SE ANCHE PER VOI, LAVORATORI PRECOCI: CIOE’ LAVORATORI DA RAGAZZINI, PER GIUSTO GIUDIZIO E PER GIUSTA CAUSA, NOI DOVEVAMO ESSERE RICONOSCIUTI ANCOR DI PIU’ E MEGLIO DEI LAVORI USURANTI CHE GODONO E PRIVILEGGIANO DI ANNI DI PREPENSIONAMENTO, PENSANDO A QUELLE NOSTRE PICCOLE E TENERE OSSICINE FRAGGILI CHE ERAVAMO.

    PERCHE’ NOI DA RAGAZZINI ABBIAMO INIZIATO AD USURARCI ANCOR PRIMA E DI PIU’ DEI LAVORI USURANTI.

    PERCHE’ NOI LAVORATORI PRECOCI “LAVORATORI PREMATURI” ABBIAMO E CI SENTIAMO IN GIUSTO DIRITTO DI APPARTENERE ALLA CATEGORIA DEI LAVORI USURANTI.

    PERCHE’ UN LAVORATORE RAGAZZINO, E SOGGETTO PSICOLOGICAMENTE CHE FISICAMENTE AD USURARSI DI PIU’, DI UN LAVORATORE ADULTO IN UN LAVORO USURANTE.

    PERCHE’ UMANAMENTE UN BAMBINO PRIVO DELLA SUA LIBERA FANCIULEZZA E SPENSIERATEZZA NEL POTER ANDARE A GIOCARE CON ALTRI RAGAZZINI ESPRIMENTO INGENUITA’ E PUREZZA, INVECE DI DOVERSI ALZARE ALLE 5,30 DI MATTINA, E DI SUBBIRE FATICHE E RIMPROVERI PER 9 ORE DI LAVORO AL GIORNO QUANDO SI LAVORAVA TROPPO IMMATURAMENTE. E ALL’ EPOCA LO STATO ERA CONSENZIENTE DI TUTTO QUESTO.
    ED ADESSO PER NOI PRECOCI NON ESISTE PIU’ NESSUNA AGEVOLAZIONE, TROPPO FACILE A DIRSI, PERCHE’ NOI ESISTIAMO ANCORA, E CI SIAMO MACCHIATI DI UN TRAUMA INDELEBILE, PERCHE’ ERAVAMO TROPPO PICCOLI, COME GLI AGNELLINI DA LATTE.
    E LO STATO DEVE ESSERE PRESENTE IN QUESTO RISOLVENDO RESPONSABILMENTE QUESTA SOFFERENTE SITUAZIONE CHE PERSISTE E CI TORMENTA DENTRO IN OGNUNO DI NOI IN MODO CRONICO.
    E TUTTO QUESTO ADESSO A CHI LO DICIAMO AI SIGNORI POLITICI, E ADESSO A NOI LAVORATORI PRECOCI CHI CI ASCOLTA E CHI CI PENSA.

    NOI SIAMO E CREDIAMO ANCORA DI ESSERE CARNI UMANE, E NON CARNI DA MATTATOIO.
    QUALE UN ANIMALE CHE COME FINISCE DI CRESCERE NON HA PIU’ LA COMPRENSIONE E LA CONSIDERAZIONE DEL SUO ALLEVATORE, PRONTO PER ESSERE TRASPORTATO AL MATTATOIO.
    LE NOSTRE CARNI HANNO INIZIATO A STANCARSI PRIMA DEGLI ALTRI CHE HANNO INIZIATO DOPO DI NOI, ADESSO VOGLIAMO PRIVILEGGIARE NEL POTERCENE ANDARE IN PENSIONE PRIMA DEGLI ALTRI, LO VOLETE CAPIRE!.
    NOI ABBIAMO INIZIATO PRIMA; ED ADESSO CE NE VOGLIAMO ANDARE IN PENSIONE UN PO’ PRIMA, PERCHE’ NON CE LA FACCIAMO PIU’.

    SE TI POSSA INTERESSARE LA MIA EMAIL ANCHE SE RESA PUBBLICAMENTE, TANTO NON HO NIENTE DA NASCONDERE Pangold@fastwebnet.it

    Caro Moreno Ti ammiro e Ti apprezzo tanto, perchè le persone come Noi dimostrano una grande Validità.
    Ciao ancora da Pietro.

    moreno
    Piacenza

    Per Pietro:
    Grazie per le parole che mi hai scritto Pietro,credo che tutti i lavoratori precoci la pensino come noi, e sono convinto che dobbiamo continuare a lottare per la nostra causa. Io in ogni riunione sindacale, in ogni sito internet, in ogni testata giornalistica a cui ho la possibilità di scrivere, in ogni discussione politica che faccio, esprimo con tutte le mie forze il mio dissenso per questa grande ingiustizia che siamo costretti a subire, e non mi stancherò mai di farlo, perchè abbiamo ragione!! perchè non è giusto!!!perchè qualcuno ci deve ascoltare!! Hai ragione, i precoci dovrebbero essere equiparati ai lavori usuranti,abbiamo iniziato a lavorare da bambini!! non possono calpestarci e passarci sopra come se nulla fosse.Hai la mia piena approvazione continuiamo così in tutte le sedi possibili, e chiediamo anche a tutti i precoci di fare altrettanto.
    Ciao un abbraccio sincero
    Moreno
    Il mio mail è: moreno.barbuti@alice.

  3. 4 Pietro aprile 14, 2010 alle 6:01 pm

    Ciao Moreno da Piacenza.
    Sono daccordo con Te.
    Stiamo solo esprimento attraverso le parole, le sofferenze delle nostre Carni.
    Che iniziarono a patire il sacrificio e la fatica del lavoro troppo presto e troppo precocemente.
    E non per lamentarsi, come qualcun altro possa interpretare in modo errato.
    Senza alcuna discriminazione per costoro, i quali non appartengono a questa categoria di lavoratori; ” precoci sofferenti da bambini per la loro immaturita al lavoro “.

    Carissimo Moreno; ho alle spalle la Sofferenza e non la bellezza di 33 anni di lavoro, alzandomi ogni mattina presto.
    Per poter essere puntuale mi alzavo e mi alzo a tutt’oggi alle ore 5,30, da quando in gergo tradotto, succhiavo il latte, e a dir poco non c’è la faccio più.

    Ogni mattina sto contando: anni e giorni, perchè non c’è la faccio più, e non vedo l’ora, sia psicologicamente che fisicamente, anche se quello che desidero, capisco che mi farà invecchiare di più, di andarmene in pensione per aver purtroppo iniziato a lavorare troppo prematuramente, e che a causa di tutto questo ne sto pagando e scontanto le pene, che sono state assorbite e subite dal mio organismo.
    E che adesso si rivolta non a favore di me, ma contro di me, per averlo forzato ingiustamente e condizionato prematuramente a lavorare, molto prima del suo dovuto è giusto tempo.
    Come un motore di un’auto appena in rodaggio, che prima dei suoi dovuti iniziali km, viene forzato e spinto a correre in modo più esagerato (della sua crescita) del suo rodaggio.

    Con questo spero e voglio sperare che qualche buon essere umano, con tanto di voce in capitolo, possa e voglia umanamente raccogliere questo umile ed apprensivo messagio di sacrificio e di sofferenza, che sto per racchiudere dentro questa bottiglia.
    Pronto per essere lanciato in questo grande ed immenso oceano virtuale che è internet.
    Sperando che ci sia qualcuno ad impugnarlo, e da grande conscienzioso ed umano cittadino, possa venirci in aiuto a noi tutti precoci lavoratori, rimasti ormai ultimi di quella vecchia è sofferente legge; che permetteva ai ragazzini di iniziare a lavorare troppo precocemente.

    Credo ancora che nel vocabolario della lingua italiana, ed anche nel vocabolario universale della vita, che quella parola bella; che tanti a volte ancora fanno finta di non ricordare; esiste ancora: “LA CONSIDERAZIONE”.
    Che grazie a questa parola, se così si possa definire, ancora si riesce a mantenere e tenere uniti famiglie, razze ed intere popolazioni.
    Con questo spero e voglio credere che la considerazione possa prevalere, dimostrandoci ancora tutt’oggi che l’essere umano, ha ancora un’anima e un cuore aperto a tutti, nel pieno rispetto della ragione.

    Ribadisco ANCORA:
    Per me, non so se anche per voi, LAVORATORI PRECOCI: cioè lavoratori da ieri RAGAZZINI, per giusto giudizio e per giusta CAUSA, noi dovevamo essere riconosciuti ancor di più e meglio dei lavori usuranti che godono e privileggiano di anni di prepensionamento, pensando a quelle nostre piccole e tenere ossicine fraggili che eravamo.

    Perchè NOI da ragazzini abbiamo iniziato ad usurarci ancor prima e di più dei lavori usuranti, e quindi volendo potremmo essere considerati e riconosciuti anche Noi, come dei lavoratori usurati; perchè in tutta questa storia c’è da non sottovalutare che l’usurato non possa essere solo l’adulto, ma a maggior ragione è anche logico che l’usura possa avere effetto ancor più usurante di un adulto, su un essere naturalmente più piccolo, quale un ragazzino minorenne che è ancor più disposto e soggetto ad usura.

    Perchè NOI da lavoratori precoci “LAVORATORI PREMATURI”, abbiamo e ci sentiamo in giusto diritto ed in giusta causa di poter e dover appartenere anche noi alla categoria privilegiata dei lavori usuranti, e non di essere stati esclusi e quasi a tacere da tutti i dovuti riconoscimenti, meriti e privilegi.

    Perchè un lavoratore ragazzino, e ancor piu’soggetto psicologicamente che fisicamente ad ammalarsi ed ad usurarsi di più di un lavoratore adulto, con un lavoro usurante o non usurante.

    Perchè umanamente un bambino privato della sua libera fanciulezza e spensieratezza nel dover e poter andare a giocare con altri coetanei ragazzini, emanando e manifestando, libertà ingenuità è purezza, invece di vedersi invecchiare come un adulto, e di doversi alzare dal letto alle ore 5,30 di mattina col buio, come lo si faceva nella maggior parte di noi tutti precoci all’epoca.
    Subendo e patendo anche ingiustamente fatiche rimproveri ed insulti per 9 ore di LAVORO e non di divertimento al giorno, paragonato ad un bambino di anni 16, quanto si iniziava ingiustamente a lavorare troppo precocemente ed immaturamente.
    Ed all’epoca lo stato era consapevole e consenziente di tutto questo.
    Ed adesso per noi precoci non esiste più nessuna agevolazione, che un bel pò di tempo fa vi era; nessun provvedimento a beneficio nostro, nessun riscatto dei nostri sacrifici.
    Perchè, mi chiedo trattati in questo modo; quasi come degli emarginati, siamo stati e lo siamo ancora cittadini Italiani, che meritano pari uguaglianza come tutti gli altri che si rispettino per i loro sacrifici compiuti. All’epoca in un’età molto immatura.
    Che male ingiusto abbiamo commesso; noi esistiamo ancora, ed è un vostro dovere occuparVi di Noi tutti; di un nostro diritto che adesso ci viene negato, e che sia giusto e doveroso ripristinarlo.
    La nostra generazione è ancora presente, e vive ancora, come vivono i vostri cari.
    Noi ci siamo macchiati onestamente e dignitosamente se si può così dire: (come dei veri lavoratori; anche se all’epoca piccoli, con lo stesso animo e vigore, con la stessa volontà, e con lo stesso contributo dei lavoratori adulti), di un trauma e di una sofferenza purtroppo indelebile, perchè eravamo troppo piccoli, quasi come degli agnellini da latte.
    Noi oggi da adulti riconosciamo giusto di dover essere trattati e considerati, e riconosciuti, nel bene e nella giusta causa della meritocrazia.
    Lo stato deve poter e dover essere presente in tutto questo risolvento responsabilmente ed immancabilmente, questa erronea inosservata ingiustizia che persiste in modo sofferente e penoso in ognuno di noi.
    E che ancora ci tormenta in modo cronico e sofferente.
    Adesso tutto questo a chi possiamo dirlo; ai signori politici, ed oggi a noi lavoratori precoci chi ci ascolta e chi ci pensa! e chi ci aiuta, perchè noi siamo vita e non fantasmi.
    Noi siamo e crediamo ancora di essere carne umana, e non carne da mattatoio.
    quale un animale che come finisce di crescere non ha più la comprensione e la considerazione del suo padrone ALLEVATORE, pronto per poter essere trasportato al mattatoio.
    Le nostre carni hanno iniziato a stancarsi prima degli altri che hanno iniziato a lavorare un bel pò dopo di noi, adesso vogliamo privileggiare nel potercene andare in pensione prima degli altri, come i lavoratori usurati, lo si vuole capire!.
    Noi abbiamo iniziato prima; ed è giusto che adesso sentiamo il bisogno psicofisico di andarcene in pensione un pò prima, perchè non c’è la facciamo più.
    Possiamo sperare di poter dire: l’ultima a morire è la speranza.
    Chissà se lo stato ci farà riacquistare la fiducia su questo detto.
    In uno stato giusto e democratico come il nostro, staremmo a vedere se si muoverà qualche foglia.

    Caro Moreno Ti ammiro e Ti apprezzo tanto, perchè le persone come Noi dimostrano una grande LEALTA’ E VALIDITA’.
    Ciao ancora da Pietro.

    CHIUNQUE TU SIA SE SEI D’ACCORDO FATTI SENTIRE, Pangold@fastwebnet.it


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