(30 Apr 07)
Andrea Beltratti
Il prezzo dell’acqua è cresciuto in maniera rilevante negli ultimi anni. Questo aumento può risultare poco comprensibile ai cittadini: mentre pare naturale pagare un bene come il petrolio, si tende a pensare che l’acqua, assieme all’aria, sia risorsa inesauribile e quindi gratuita. In realtà la crescita economica ha modificato l’impostazione tradizionale. Acqua e aria hanno un costo. Gli individui pagano per respirare aria pura sostenendo il costo di una gita e pagano per bere acquistando acqua minerale; molte imprese pagano il diritto di inquinare quando emettono anidride carbonica responsabile dell’effetto serra.
I beni che una volta erano scarsi sono oggi abbondanti e quelli che un tempo erano disponibili a volontà sono diventati scarsi. I prezzi di mercato registrano domanda ed offerta relativa. Il prezzo del petrolio è determinato a livello mondiale. Le sue fluttuazioni risentono della domanda e dell’offerta complessiva. La relazione tra domanda ed offerta di acqua varia da luogo a luogo e quindi il suo prezzo riflette situazioni di scarsità locale. Se la domanda eccede l’offerta, l’aumento di prezzo è il segnale inviato ai consumatori, che li invita ad utilizzare con maggior parsimonia ed attenzione la risorsa sempre più scarsa. Quando aumenta il prezzo della benzina si cerca di usare di meno l’auto.
Perché non adottare una simile logica per l’acqua? L’aumento del suo prezzo attirerebbe maggiormente l’attenzione dei cittadini sulle condizioni di offerta ed in particolare li spingerebbe a esercitare più attenzione sulla qualità delle infrastrutture che consentono la distribuzione dell’acqua, una qualità che spesso è migliorabile. Un aumento del prezzo dell’acqua avrebbe effetti negativi nel breve periodo su molte aziende, in particolare su quelle agricole. Per dare un’idea della rilevanza della domanda agricola basta ricordare che ci vogliono 1000 tonnellate d’acqua per produrre una tonnellata di grano. Un aumento del prezzo si traslerebbe quindi in un aumento dei prezzi dei beni alimentari. Ma ci sarebbero anche effetti positivi dal punto di vista economico. Migliorare l’efficienza complessiva del sistema può essere occasione di crescita. Il settore dell’acqua è uno dei più seguiti dagli investitori. Basta ricordare che nel mondo il business dell’acqua vale più di 400 miliardi di dollari all’anno o pensare alla forte e continua crescita di due imprese come Veolia e Suez, la cui sede è a due passi dalla nostra regione, leader in sistemi di produzione e distribuzione di acqua.
Pensiamo allora che ogni occasione è buona per attivare un circolo virtuoso. Del resto, il Piemonte è una regione che già oggi mostra capacità di sfruttamento economico del ciclo dell’acqua. La società Acque Potabili, quotata alla Borsa di Milano, è controllata per il 43% dalla torinese Smat. Gli investitori si sono rivelati particolarmente attenti ad Acque Potabili, il cui prezzo è cresciuto del 57% nel 2007. Se l’aumento della domanda di acqua è un trend strutturale, seguiamo i segnali dei prezzi ed attrezziamoci per sfruttare tale trend ed esportare le nostre capacità tecniche. Altro che titoli Internet!
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