(6 Mar 2007)
Emanuele Macaluso
Il segretario dei Ds della Basilicata, Piero Lacorazza, ha replicato (con una lettera al “Riformista”) alla mia rubrica dove, prendendo spunto dalle azioni giudiziarie che coinvolgono anche i massimi dirigenti Ds e Margherita di quella regione, cercavo di svolgere ragionamenti politici su cosa sono oggi i partiti che governano il potere locale. La lettera di Lacorazza è esemplare: a proposito del “Corriere della Sera” che ha parlato delle inchieste giudiziarie, dice che «conduce con palese tendenziosità una campagna contro la dignità di una regione e di una comunità». Mi chiedo: gli inquisiti (che saranno spero innocenti) o anche Ds e Margherita, si identificano con la Basilicata tutta? Sempre nella lettera si parla di una regione offesa «alla quale si vuole far pagare il prezzo di interessi calpestati». Insomma il “Corriere” e i magistrati complottano contro la Basilicata. E contro una classe dirigente moderna? Finiamola con la retorica. Ripeto, il nodo dell’intreccio tra la “nuova classe” e poteri locali è politico e non giudiziario e coinvolge anche il modo in cui si fa il Pd. Mi chiedo: perché Lacorazza non ha scritto all’“Unità” dove Travaglio ha invece calcato la mano sull’aspetto giudiziario della vicenda?


